Il Past. Mio Dio, lo ripeto; non sono competente in tal genere d’affari.... Però mi sembrerebbe....

Sig.ª Alving. Essa deve tosto lasciare questa casa, ciò è chiaro come la luce del giorno.

Il Past. Naturalmente....

Sig.ª Alving. Ma ove se n’andrà?... Noi non possiamo assumerci la responsabilità di...

Il Past. È semplicissimo: essa se n’andrà presso suo padre.

Sig.ª Alving. Che dite?

Il Past. Presso suo.... Ma no.... avete ragione, Engstrand non è suo padre. Ma, buon Dio, signora, ciò non è possibile! Vi sarete ingannata.

Sig.ª Alving. Ahimè! Io non mi sono ingannata. Giovanna ha dovuto confessarmi ogni cosa e Alving non potè negare. Non mi rimaneva che soffocare la cosa.

Il Past. Evidentemente, non c’era altro partito da prendere.

Sig.ª Alving. La ragazza lasciò immediatamente la mia casa, dopo aver ricevuta una somma abbastanza considerevole, quale prezzo del suo silenzio. Una volta in città essa seppe ingegnarsi abbastanza bene. Rinnovò la sua conoscenza col falegname Engstrand, a cui aveva lasciato intravedere la sua ricchezza, e a cui raccontò qualche favola in cui si trattava d’uno straniero che l’estate precedente era entrato in porto col suo yacht. Ed ecco come quei due si sposarono dall’oggi al dimani. Anzi siete stato voi stesso a consacrare la loro unione.