Il Past. Ma vediamo! Come potete voi paragonare due cose così diverse? Non avevate voi attinto consiglio da parecchi, e scrutato il vostro cuore?

Sig.ª Alving (senza guardarlo). Io credevo che aveste compreso ove si fosse smarrito in quell’epoca questo cuore, come lo chiamate voi.

Il Past. (con austerità). Se l’avessi compreso, non sarei divenuto l’ospite giornaliero della casa di vostro marito.

Sig.ª Alving. Insomma, ciò che so di certo si è che non m’ero consultata affatto.

Il Past. Bene; ma avete seguito il consiglio dei vostri parenti più prossimi: di vostra madre, e delle vostre due zie.

Sig.ª Alving. È vero. Furono esse a concludere l’affare e non io. Erano così convinte che sarebbe stata follia il rifiutare un’offerta simile! Se mia madre potesse ora rialzare il capo e vedere a che ne siamo ridotti!

Il Past. Nessuno può essere responsabile delle conseguenze. Ciò che v’è di certo si è che il vostro matrimonio venne concluso secondo ogni buona regola.

Sig.ª Alving. (alla finestra). Ah! Quella regola! quella regola! Mi sembra talora sia essa la cagione di tutte le sventure di questo mondo.

Il Past. Signora Alving, ora commettete un peccato.

Sig.ª Alving. Può essere; ma tutti questi legami, tutti questi riguardi mi sono divenuti insopportabili. Io non posso.... Voglio emanciparmene, voglio la libertà!