Il Past. Ecco il frutto delle vostre letture. Bel frutto, davvero! Ah! Quei libri abbominevoli, scritti rivoltanti di liberi pensatori!

Sig.ª Alving. V’ingannate, Pastore. Colui che mi spinse a riflettere, foste voi, e ve ne sono riconoscentissima.

Il Past. Io?

Sig.ª Alving. Sì. Allorchè m’avete piegata al dovere, come lo chiamavate voi, allorchè avete vantato come giusto, ciò contro cui tutto il mio essere si ribellava, cominciai ad esaminare la stoffa dei vostri insegnamenti. Non volevo toccare che un sol punto; ma disfatto questo, tutto il resto si scucì, e vidi allora che le vostre cuciture erano fatte a macchina.

Il Past. (lentamente, con emozione). Sarebbe questo il premio della lotta più aspra della mia vita?

Sig.ª Alving. Dite piuttosto della più deplorevole delle vostre sconfitte.

Il Past. Elena, quella fu la mia più grande vittoria: un trionfo su me stesso.

Sig.ª Alving. Un delitto verso noi due.

Il Past. Che? Allorchè vi supplicai, allorchè vi dissi: «Donna, ritornate presso colui ch’è vostro sposo innanzi alla legge», mentre voi tutta smarrita eravate venuta in mia casa gridando: «Eccomi, prendetemi!» è questo che voi chiamate un delitto?

Sig.ª Alving. A parer mio, sì.