Osvaldo (si alza, cammina e fuma con qualche impazienza). E d’altronde che farei qui? Al lavoro non potrei mettermi.

Sig.ª Alving. Davvero? Non lo potresti?

Osvaldo. Con questo tempo grigio? Senza un raggio di sole in tutto il giorno? (misura a gran passi la scena) Oh! Qual supplizio, il non poter lavorare!...

Sig.ª Alving. Forse hai fatto male a ritornare?

Osvaldo. No, mamma, era necessario.

Sig.ª Alving. Perchè, vedi, preferirei le mille volte esser priva della felicità di averti qui con me piuttosto che vederti....

Osvaldo (fermandosi presso alla tavola). Ma, dimmi mamma, è davvero una sì grande felicità per te l’avermi qui?

Sig.ª Alving. S’è una felicità?

Osvaldo (spiegazzando un giornale). Mi pare che dovrebbe riuscirti più o meno indifferente, ch’io esista o no.

Sig.ª Alving. E tu hai il coraggio di dire a tua madre una cosa simile, Osvaldo?