—Perdonate, gli disse, se aveva posto inavvertentemente il mio piede sotto il vostro.

—Non siete voi, rispose Rosen risentito, che abbiate posto il vostro piede sotto il mio; sono io che ho posto il mio sopra il vostro. E comprendendo quanto questo appiglio fosse puerile e ridicolo, chinò il capo sul petto per nascondere il rossore che si sentiva salire alle guancie.

—Gran Dio, riprese l'altro, e potrà egli accadere che due uomini assennati abbiano a bisticciarsi per questo? Del resto, perdonate se insisto, ma se voi avete asserito d'aver posto il vostro piede sul mio, è segno che il mio si trovava evidentemente di sotto, e questo punto è appianato. In quanto all'altro, il mio piede era lì da un pezzo, il vostro ve lo avete posto ora allungandovi, ed è chiaro come la luna che fu primo il mio a cagionare questo scontro e a porsi sotto del vostro. Ma io vedo che voi siete preoccupato da qualche pensiero affliggente. È un pezzo che vi sto osservando, e che mi sento nel cuore il più vivo interessamento per voi. Che cosa avete? Posso io farvi questa domanda? E sarei mai tanto fortunato da potervi giovare?

Così dicendo quell'ottimo signore prese una mano del suo vicino, la strinse tra le sue e, togliendosi gli occhiali dal naso, lo guardò con tale aria di affetto che Rosen si sentì subito rappattumato e disposto, per quel sollievo che ci procura la confidenza d'un grande dolore, a dividere il suo segreto con lui.

E poi quello sconosciuto aveva un aspetto sì dolce, sì leale e sì aperto che avrebbe inspirato anche ad un uomo diffidentissimo la fiducia più illimitata.

Egli pareva essere sui cinquant'anni, aveva favoriti lunghi e canuti, gli zigomi sporgenti, e i pomelli d'un rosso vivo, gli occhi grigi e scrutatori. Due solchi laterali incavati dagli occhiali sul naso indicavano in lui una persona d'affari. Vestiva lindo, ma severo; portava un'ampia cravatta bianca che gli fasciava due volte la gola, e le cui due punte giungevano a stento a riunirsi in un piccolo nodo davanti; aveva un panciotto verde a rigoni, un ampio soprabito col bavaro di pelo—e faceva passare continuamente da una mano all'altra una lunga canna di zucchero sormontata da un grosso pomo dorato.

—Sì, voi potreste certamente giovarmi, gli disse Rosen, rispondendo alla sua offerta.

—E in che modo?

Rosen si chinò presso di lui, e gli disse all'orecchio una sola parola che lo fece trasalire.

—Cielo! esclamò l'altro, e lo dite voi seriamente? E per quali motivi?...