—Ascoltate, riprese il barone, e tornò a parlargli all'orecchio.

Il colloquio fu lungo e animato; quello sconosciuto si mostrava afflitto e sorpreso di ciò che intendeva da lui, e spesso gli avea detto alcune parole che sembravano accennare a una disapprovazione o ad un consiglio. Ma alla fine incominciò a dimostrarsi quasi convinto e soprafatto dalla logica stringente di Rosen che continuava a parlargli all'orecchio con calore; e discostandosene un poco, come fosse stata esaurita quella parte della sua confidenza che importava segretezza e silenzio, gli chiese ad alta voce:

—Ed ella lo ignora?

—Lo ignora.

—Ma converrà che lo sappia.

—Ne ho incaricato un amico.

—Bene, mi sarei assunto io stesso questo mandato, ma se a voi non è discaro, vi seguirò, e potrò parlarle del modo con cui avrete compiuto il vostro progetto.

—È ciò che io desidero. Vi incaricherò d'una lettera per lei e dell'esatto racconto del mio fine.

—Ve ne ringrazio. Ove andate?

—Non ho direzione fissa... pensava di andare in Italia, ma quasi... E voi?