—Che cosa?
—Che v'abbia a rivedere il pelo. Siete mai stato in Guascogna?
—Oh! che voi siete Guascone?
—Per l'appunto.
—È una provincia che in fatto di millanterie ha delle tradizioni grandiose; spero che saprete farmi conoscere tutta la estensione del pericolo che io avrei corso se vi avessi insultato nel vostro paese.
—Voi siete un pazzo o un imbecille, disse l'altro che era tutto sangue di guascone, illividendo fin sulla punta del naso; venite qui dietro le mura, e ci taglieremo due dita di fegato.
—Sono a vostra disposizione, rispose Rosen. E si accommiatò da Lamperth che gli diceva all'orecchio:—abbiate giudizio, contenetevi da uomo onesto, lasciatevi ammazzare, pensate a vostra moglie, pensate che quell'uomo fu provocato da voi e che la fortuna non vi regalerà tutti i giorni di queste magnifiche occasioni.
—Non dubitate, disse Rosen, spero che mi vedrete tornare in lettiga.
Rosen e lo sconosciuto giunsero in breve tempo dietro lo spaldo; alcuni avventori dell'albergo che avevano inteso quel battibecco li seguivano da lontano, e un amico del guascone portava le due sciabole sfoderate sotto il mantello.
—Avete i vostri padrini? chiese lo sconosciuto all'inglese.