A questo punto il suo avversario parve esitare, alcuni amici gli si appressarono e dissero: Rosen, moderatevi; ma la buona stella di Rosen era tramontata: anche questo colpo doveva essergli sfavorevole—la sua proprietà di Littleford fu perduta.

Successe una viva emozione negli astanti. Il banchiere assumendo quell'aspetto mortificato e increscevole che è proprio dei vincitori di giuoco, disse con parole interrotte e esitanti: vedo che la fortuna delle carte vi è contraria, nè io vorrei approfittarne di troppo... se voi desiderate desistere, o mutar giuoco.... tentare i dadi, o il tarocco, o....—La mosca, interruppe Rosen.

—La mosca, disse l'altro in suono di adesione. E raccogliendo le somme deposte sul tavolo, e rialzandosi, entrarono in un'altra camera.

Il barone e il suo avversario si sedettero, e chiesero due tazze di birra doppia, che furono loro portate assieme con un vaso ripieno di tavolette di avorio.

Quanto per ciascuna? chiese il rivale di Rosen.

Mille sterline l'una! rispose l'altro. E poichè se l'ebbero divise in parti uguali, versarono d'innanzi a sè una goccia di birra di pari grandezza, appoggiarono i gomiti sul tavolo, la testa tra le mani, e dissero al cameriere: siamo a tempo.

Il cameriere avendo allora fatto osservare che le goccie erano d'uguale dimensione, e la luce favorevole in un modo ad entrambi; e avvertiti i giuocatori di non alterare il respiro, e gli astanti di astenersi da qualunque movimento, pena il pagamento della posta, mosse un cordone che pendeva lungo la parete, e fece agitare una ventola, al cui movimento le mosche che coprivano a nubi il soffitto se ne distaccarono, e vennero a posarsi in parte sul tavolo—le altre continuarono a volare per la stanza ronzando.

Allora un'ansietà profonda si dipinse sopra ogni volto, gli occhi di tutti seguivano con impazienza le varie direzioni delle mosche. Tre di esse avevano già incominciato ad aleggiare intorno alla goccia di Rosen, e parevano volervisi arrestare, quando, mutando divisamento, passarono dal lato opposto, e si posarono su quella del suo avversario.

Era una fatalità disperante: il barone diede al vincitore tre tavolette di avorio. Il cameriere, dopo aver agitata una frasca di felce sulla tavola, disse: si ricomincia; e scosse di nuovo la ventola.

Una mosca discese allora direttamente dal soffitto e venne a posarsi sulla goccia sciagurata di Rosen, ma sette altre si posarono ad un tempo su quella del suo rivale.