10

E Gismirante con molto valore, come insegnato gli aveva la fata: —Fa' che tue sapi dove tiene il cuore questo malvagio, che mi t'ha furata.— Ed ella gli rispuose:—Tanto amore mi mostra piú ch'a l'altre ogni fiata, saperò bene il vero manifesto.— Ed imboscato esso si fue presto.

11

Tornando l'uom selvagio, e la donzella gli cominciò a mostrar grand'allegrezza, ed e', che la vedea cotanto bella, si dilettava della suo bellezza. E, cosí istando insieme in braccio d'ella, disse:—Amor mio, venuto m'è vaghezza di saper dove il tuo cuore si posa, per adorarlo sopr'ogn'altra cosa.—

12

Rispuose l'uom selvagio:—I' t'amo tanto, e lo mio amore a te ho dato intero, al tuo piacer son dato tutto quanto; e del mio cuor ti conterò lo vero.— Sí come un uom che di malizia ha vanto, le fe' vedere il bianco per lo nero, dicendo, e mostrando una colonna: —Qui dentro è il cuor di chi t'ha fatto donna.—

13

E la donzella savia ed insegnata alla risposta sua niente crede; ma tutta notte istette inginocchiata, mostrando d'adorarlo in buona fede, e l'uom selvagio ridendo la guata, e che l'adori veramente crede. Ma, quando assai durato ebe, dicía: —Deh! tue adori invano, anima mia.—

14

Ma, poi ch'io vegio il tuo animo puro, dov'e' il mio cuor saprai a questo tratto: —Sapi ch'egli è in luogo sí sicuro, ch'offender non si può in niuno atto, che 'l guarda un animale fiero e duro, per arte e per incantamenti è fatto, e quel si chiama il porco troncascino, ch'a Roma signoreggia ogni camino.