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E, benché morto fusse l'animale, chi l'uccidesse arebbe fatto invano, perch'una lepre sopranaturale gli uscirebbe di corpo a mano a mano; e, benché morta fusse, ancor non vale, ch'un paserotto ha 'n corpo vivo e sano. il qual tiene il mio cuore alla sicura: or vedi ben s'i' debo aver paura.—
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E, cosí ragionando, apparve il giorno, e l'uom selvaggio uscí fuori a cacciare, e Gismirante al castel fe' ritorno, in su quell'ora ch'egli il vide andare. La damigella col bel viso adorno dalla finestra li prese a parlare: —I' ho saputo ciò che vuo' sapere, ma tutto il mondo nol potrebbe avere.—
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Ed ebegli contato a motto a motto de l'uom selvaggio come detto avea, e poi gli disse:—Pártiti di botto, e non ti dar di me malinconia.— E Gismirante face gran corrotto, non sapiendo pigliare alcuna via, sí ch'ella tornò dentro isconsolata e Gismirante ne tornò alla fata.
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E disse, sí com'egli avíe sentito, del porco troncascin, dalla donzella. Disse la fata, quando l'ebe udito: —Non ragionar mai piú di tal novella, ché non potre' con lui, tant'è ardito, se' milia cavalieri armati in sella, che de' roman gran tempo s'è pasciuto, perché a forza gli dánno tal trebuto.—
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Ed egli, udendo quel ch'ella dicea, piú volte sospirando disse:—Omei!— ma pel gran ben ch'a la donna volea, disse:—Io intendo di morir per lei.— E con sospiri molti le dicea: —Sievi raccomandato i fatti miei, perch'io credo ben provar co' l'armi: s'e' mi bisogna, piaciavi d'atarmi.—