14

E la donzella del legno discese, che forse voglia di lui n'hae maggiore, e contra a lui niente si contese: in su l'erbette sopra al bianco fiore Marco Bello di lei diletto prese molte volte, baciandola d'amore. E poi andaron nella navicella per ritornare alla Bianca donzella.

15

La fata, che gli aspetta con letizia, e lo Bel Gherardin co' lor non vede, nello suo cuor sí n'ebbe gran tristizia, e che fie morto veramente crede: ma, pur udendo che sanza malizia l'aqua sí 'l n'ha menato, si die' fede che fosse vivo, cosí fatto stando; e stette insin che fu compiuto l'anno.

16

E lo Bel Gherardin, per la fortuna, al porto d'Allessandria fu arrivato, lá dove molta gente si raguna. In quella notte il mare fue crucciato: non si vedea, tanto era l'aria bruna. In quella terra cosí era usato, che, se v'arriva niuno cristiano, si egl'era imprigionato dal Soldano.

17

In quella notte fûr presi e legati, e fûr menati davanti al signore, e comandò che sieno imprigionati tutti i cristian per maggior disinore. Cosí ne fur nella prigion serrati tutti i cristian ciaschedun a furore. Gherardino dall'un canto si stava, e mai nel viso non si rallegrava.

18

E quando venne terza, la mattina, una che dava mangiare a' prigioni, che per usanza mandava la Reina di quel che mangiava ella e i suoi baroni, e lo Bel Gherardin per cenno inchina: —Dimmi chi se', e vo' che mi perdoni.— Et e' rispuose molto volentieri: —Io sono un damicel che fu pres'ieri.—