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Dando e togliendo, quel dí fu mestieri che rimanesse a lei quel campo adorno; ciascun dicía:—Chi è quel cavalieri c'ha fatto sí ben d'arme in questo giorno?— E molti, per uscirne di pensieri, quando si disarmò, furonle intorno, e quattro re di lei innamorâro, i qual per astio a morte si sfidâro.

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E, quando questo pervenne a l'orecchia de lo re d'Oriente, la mattina disse alla madre:—D'arme s'apparecchia tutta la gente per questa reina.— Rispose allora la reina vecchia: —Che s'accomiati questa paterina; e questi signor poi si partiranno: s'ella qui sta, ci potrebb'esser danno.—

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Poi li mandò a dir ch'ella venisse al palagio del re sanza fallire. Andò 'l messaggio, ritornò e disse: —La donna dice che non vuol venire.— E la reina allora maladisse chi l'avea fatta di prigione uscire; e poi co' re si mosse in su la sera, ed andò fino a lei, dove la era.

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E disse:—Donna, per lo tuo migliore, pártiti quinci e vanne alla tua via: io non potre' raffrenar il furore che ti vien contro della gente mia.— Rispose quella donna traditore: —Di grazia v'addimando in cortesia che mi scorgiate fin fuor della porta, sí ch'io non sia da vostra gente morta.—

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E lo re disse:—Molto volentieri, quanto bisogna, ne verrem con teco.— Disse la madre:—Io vo' piú cavalieri, ché 'l re n'ha qui forse dugento seco.— Rispose quella:—Non mi fa mestieri, che n'ho secento ben armati meco.— E la reina e 'l re sanza paura l'accompagnaron fuori delle mura.