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E non si vide mai donna nessuna che in sé avesse tante gentilezze: e non si trovò mai bianca né bruna che 'n testa porti cosí bionde trezze, e non fu mai persona nessuna che tante avesse in sé piacevolezze; tant'adornezza porta nel suo viso, ben par che fosse nata in paradiso.
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Madonna Eléna è tanto bianca e netta, ed ha il viso bianco e colorito: tre vel d'argento ha 'n una cassetta, de' quai ciascuno si è molto pulito: uno te ne darò co' una verghetta, la qual sempre ella suol portare in dito.— Messer Guarnier si parte e non dimora: la cameriera sí lo chiama ancora,
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e disse:—Io t'ho contato le fattezze. O cavalier, se ti vuoi dipartire, deh! usa lealtà e gentilezze, e cui te serve, nollo disservire; ché lo vantare giá non è prodezze e non è lealtá, a non mentire Avisati scampare a questo tratto; un'altra volta non esser sí matto.
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Ed io ti donerò uno scaggiale e un ricco anello ch'ella porta in dito: guardalo ben, che gran tesoro vale, con altre gioie che ci han del marito.— Guarnier gli disse:—Questo dono è tale, che riccamente m'avete servito: la mia persona è vostra, a lo ver dire; adio, madama, ch'io me ne vo' gire.—
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Messer Guarnieri indietro si tornava, e da' compagni fu adomandato: —E quella Eléna, che ti favellava?— Messer Guarnier rispuose in ciascun lato: —Signor—diss'elli,—il mio partir li grava, e quest'èn gioie ch'ella m'ha donato. Torniamo a Carlo tutti con gran festa: messer Ruggieri perderá la testa.—