Di così luminosa vittoria il duca di Milano non approfittò come avrebbe potuto a danno de' Veneziani. Le armate principali rimasero per più mesi come stazionarie, mentre Niccolò Piccinino guastava il Monferrato, e prendendo, uno dopo l'altro, tutti i castelli di quello stato, costringeva il marchese a fuggire nella Svizzera, di dove passò a Venezia. Vero è che i Veneziani lavarono in parte l'affronto sofferto dalla loro marina sul Po. Una piccola flotta, comandata da Pietro Loredano, incontrò il 27 agosto in vicinanza di Portofino, nel golfo di Rapallo, Francesco Spinola con dodici galere genovesi, e dopo una calda battaglia prese quest'ammiraglio con otto vascelli[551]. Ma intanto il Carmagnola rimanevasi in una inazione tanto più strana, quanto più universale era l'aspettazione che sarebbesi affrettato di riparare una disfatta avuta per colpa sua. Il 15 ottobre un distaccamento de' suoi soldati, avuto avviso che a Cremona non si faceva buona guardia, sorprese il ponte di san Lucca, e vi si mantenne due giorni, senza che il Carmagnola, per timore di un'imboscata in sulla strada, si avanzasse per approfittare di così felice avvenimento.
Il gran capitano, ch'era stato l'artefice della potenza di Filippo ed in appresso de' suoi rovesci, non aveva potuto cessare di essere vittorioso, senza che il sospettoso e crudele senato di Venezia non lo credesse traditore. Anche nella precedente guerra gli si era rimproverato d'avere renduti tutti i prigionieri dopo la battaglia di Macalò. In questa gli si dava colpa del disastro della flotta, del cattivo successo dell'impresa di Cremona, e della ruina del marchese di Monferrato, mentre ch'egli rimanevasi nell'inazione. Per altro il Carmagnola rendeva ragione dello sforzato riposo in cui era rimasto; un'epizoozia infierì tutta l'estate tra i cavalli, onde la metà de' suoi cavalieri erano senza, ed i nemici che provavano lo stesso flagello erano rimasti egualmente oziosi per l'impossibilità in cui erano di procurarsi cavalli.
Ma senza degnarsi di far note le sue accuse, senza dar luogo a giustificazioni, volle vendicarsi sopra un uomo dei capricci della fortuna; e lo fece con un profondo segreto. Il consiglio dei dieci in principio del 1432 invitò il Carmagnola a recarsi a Venezia per trattare intorno alla pace, cui la repubblica aveva di nuovo rivolto il pensiero. L'accompagnava Giovanni Francesco Gonzaga, signore di Mantova, ed ambidue vennero ricevuti coi più grandi onori. I più illustri personaggi dello stato andarono ad incontrare il Carmagnola e lo condussero con magnifico corteggio fino al palazzo del doge. Il senato era adunato ed il Carmagnola venne introdotto e fatto sedere nel seggio d'onore, e gli furono prodigate dimostrazioni di affetto e di stima. Frattanto la deliberazione cui assisteva, ed intorno alla quale mostravano desiderare i suoi consiglj, si protrasse fino a notte avanzata, onde fu pregato di far ritirare le persone del suo seguito stanche dal viaggio. Tostocchè il Carmagnola si trovò solo in mezzo ai senatori, questi fecero entrare le loro guardie che lo arrestarono e caricarono di ferri. All'indomani il generale fu assoggettato ai tormenti ed alla tortura, per lui tanto più dolorosa in quanto che aveva una ferita in un braccio, ricevuta in servigio di quella stessa repubblica che lo aveva dato in mano ai suoi carnefici[552]. Si assicura che in mezzo a tali tormenti confessasse il tradimento che gli veniva imputato; ma veruna prova non fu prodotta agli occhi del pubblico o dell'Italia, cui apparteneva questo grand'uomo, e non si pubblicò alcuna sua deposizione. Non si calunniano i giudici, credendoli falsarj e prevaricatori, quando si avvolgono entro un infame mistero. Il 5 maggio del 1432, venti giorni dopo il suo arresto, Carmagnola fu condotto sulla piazza di san Marco e gli otturarono la bocca per impedirgli di chiamare Venezia in testimonio della sua innocenza, e di svelare tutta l'ingratitudine de' suoi oppressori, e colà fu decapitato tra le due colonne che stanno innanzi al palazzo[553].
FINE DEL TOMO VIII.
[TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO VIII.]
| Capitolo LVII. Considerazioni intorno al carattere ed alle rivoluzioni del quattordicesimo secolo | [pag. 3] | |
| Il quattordicesimo secolo non ha un carattere determinato | [4] | |
| Primi capi d'opera nella lingua italiana | [5] | |
| Lo studio delle lingue morte inceppa tutt'ad un tratto lo slancio della fantasia | [6] | |
| Ricerche di manuscritti: erudizione | [7] | |
| Rivista intorno alla storia politica del secolo | [9] | |
| L'autorità imperiale rialzata da Enrico VII | [10] | |
| Progressivo degradamento dei suoi successori | [11] | |
| La fazione ghibellina si stacca dagl'imperatori | [13] | |
| Caduta nel XIV secolo della potenza papale | [14] | |
| Corruzione della corte pontificia in Francia | [15] | |
| Carattere delle guerre promosse dai papi in Italia | [16] | |
| Gran scisma d'Occidente | [16] | |
| Indebolimento graduale del regno di Napoli | [19] | |
| Degenerazione dei re angioini da Carlo I fino a Giovanna | [20] | |
| Carlo di Durazzo rialza momentaneamente il regno | [23] | |
| Ambizione delle case de' principi di Lombardia | [24] | |
| Grandezza di Cane e di Mastino della Scala | [25] | |
| Delitti e debolezza de' successori di Mastino | [26] | |
| Dinastia de' Visconti innalzati nella scuola delle avversità | [27] | |
| Gli ultimi principi di questa casa aggiungono l'ambizione alla pusillanimità | [29] | |
| Eccessiva potenza di Giovanni Galeazzo | [31] | |
| Ruina di tutte le altre case principesche | [31] | |
| I Malatesta nello stato del papa | [32] | |
| Carattere della repubblica di Venezia | [33] | |
| Guerre dei Veneziani coi Genovesi | [35] | |
| Carattere della repubblica di Genova | [36] | |
| Le guerre civili riducono quattro volte i Genovesi a darsi un padrone | [38] | |
| Firenze nel centro di tutta la politica italiana | [39] | |
| Saviezza e virtù del governo fiorentino | [40] | |
| Sua opposizione successiva a tutti gli usurpatori | [42] | |
| L'intero popolo di Firenze deliberava come un consiglio di stato | [42] | |
| Bologna perde il suo spirito indipendente sotto la tirannide | [47] | |
| Lucca, potente sotto Castruccio, sconta la sua gloria con una lunga schiavitù | [49] | |
| Siena fatta schiava alternativamente da diverse oligarchie artigiane | [50] | |
| Perugia vittima della ferocia delle sue fazioni | [52] | |
| Pisa la sola attaccata alla parte ghibellina. Suo carattere | [53] | |
| Pisa la sola repubblica militare della Toscana | [54] | |
| Uccisione dei Pisani in Sardegna | [55] | |
| Funesti effetti che i Pisani risentono dalla loro unione coi Ghibellini | [58] | |
| Studio dell'uomo, compiuto in Italia, tanto nel bene come nel male | [59] | |
| Capitolo LVIII. Arte militare degli Italiani in principio del quindicesimo secolo. — Anarchia della Lombardia. — Nuovi tiranni si dividono gli stati di Giovanni Galeazzo. — Bologna e Perugia restituite alla Chiesa. — Siena torna in libertà. 1402-1404 | [61] | |
| La forza delle armate era posta nella cavalleria pesante | [62] | |
| Le battaglie erano assai rare, perchè non vi si potevano sforzare i corazzieri | [62] | |
| Le guerre si facevano più ai popoli che ai soldati | [64] | |
| I popoli, avvicinandosi il nemico, chiudevansi co' loro effetti ne' luoghi murati | [65] | |
| Prodigioso numero delle fortezze difese dagli abitanti | [66] | |
| L'artiglieria adoperavasi soltanto negli assedj | [67] | |
| I condottieri italiani subentrano ai forestieri | [69] | |
| Vantaggi trovati dai governi ne' condottieri | [70] | |
| Quale uso facevasi ancora della milizia | [71] | |
| Ricompense offerte ai soldati | [72] | |
| Fortune fatte dai condottieri | [74] | |
| Alberico da Barbiano e la compagnia di san Giorgio | [75] | |
| Grandi capitani formati a questa scuola | [76] | |
| Carattere di Giovan Galeazzo, confidenza accordata ai suoi capitani | [78] | |
| Divisioni de' suoi stati tra i di lui figli | [79] | |
| 1402 | Alleanza dei Fiorentini col papa contro i Visconti | [80] |
| Tentativo infruttuoso del papa sopra Perugia | [81] | |
| 1405 | I capitani di Giovan Galeazzo entrano al servigio de' nemici de' suoi figliuoli | [82] |
| 1403 | Gelosia nel consiglio di reggenza dei Visconti | [84] |
| Violenta e crudele condotta della duchessa Catarina Visconti | [85] | |
| Ribellione di Cremona. Signoria d'Ugolino Cavalcabò | [87] | |
| Movimenti sediziosi in tutte le città di Lombardia | [88] | |
| L'armata de' Fiorentini si avanza contro Parma | [90] | |
| Il papa fa una pace separata coi Visconti | [91] | |
| 2 settembre. Bologna torna sotto la Chiesa | [92] | |
| I Fiorentini soccorrono i Guelfi di Lombardia | [94] | |
| Cercano di rendere la libertà a Siena | [95] | |
| 1404 | Marzo. I Sienesi ricuperano da sè la libertà | [96] |
| I Fiorentini vogliono liberare Pisa dalla tirannide di Gabriele Maria Visconti | [97] | |
| Il Visconti si pone sotto la protezione di Boucicault, governatore di Genova | [98] | |
| I Fiorentini puniscono i gentiluomini ghibellini degli Appennini | [100] | |
| Loro alleato, Pietro de' Rossi, tradito da Otto Bon Terzo | [101] | |
| Sedizioni in Milano contro la duchessa | [104] | |
| Il Barbavara e la duchessa costretti a fuggire | [104] | |
| 16 ottobre. La duchessa, posta in prigione, muore avvelenata | [105] | |
| Capitolo LIX. Conquiste di Francesco da Carrara in Lombardia. — Gelosia de' Veneziani; gli dichiarano la guerra; vigorosa resistenza del Carrara, che perde successivamente Verona e le sue principali fortezze; egli è forzato ad arrendersi, ed il consiglio dei dieci lo fa morire co' suoi figliuoli. 1404-1406 | [107] | |
| 1403 | Negoziati del Carrara colla duchessa di Milano | [107] |
| Agosto. Si rende padrone di Brescia che poi abbandona | [108] | |
| 1404 | Guglielmo della Scala gli chiede soccorso, e tratta con lui | [109] |
| 7 aprile. Il Carrara e della Scala occupano Verona | [110] | |
| 21 aprile. Morte di Guglielmo della Scala. Si sospetta di veleno | [111] | |
| 29 aprile. La fortezza di Verona ceduta al Carrara | [112] | |
| La repubblica di Venezia prende parte colla duchessa contro il Carrara | [114] | |
| 25 aprile. Vicenza chiama i Veneziani, e spiega l'insegna di san Marco | [115] | |
| 17 maggio. Il Carrara fa arrestare i due principi della Scala che intrigano contro di lui | [116] | |
| 18 giugno. Prime ostilità della repubblica veneta contra il Carrara | [117] | |
| 1404 | 23 giugno. Il Carrara dichiara la guerra ai Veneziani | [118] |
| Il Carrara difende i suoi confini contro un'armata d'assai superiore alla sua | [119] | |
| 6 settembre. L'armata veneziana entra nello stato padovano | [120] | |
| Nuovi nemici assalgono il Carrara | [121] | |
| 2 dicembre. Paolo Savelli attraversa la Brenta, e guasta il Padovano | [122] | |
| 1405 | Francesco di Carrara manda a Firenze i suoi figli più giovani | [124] |
| 12 giugno. Viene assediato nella sua capitale | [125] | |
| 25 giugno. Verona s'arrende ai Veneziani | [126] | |
| Giacomo da Carrara prigioniere | [126] | |
| In Padova si manifesta la peste | [127] | |
| I castelli del Padovano si arrendono ai Veneziani | [128] | |
| Infruttuosi trattati del Carrara con Carlo Zeno | [129] | |
| 2 novembre. Assalto generale respinto | [132] | |
| Costanza di Francesco Carrara | [133] | |
| 17 novembre. Una porta di Padova aperta per tradimento ai Veneziani | [133] | |
| Francesco Carrara dà le sue fortezze in deposito a Galeazzo | [135] | |
| 19 novembre. Sedizione eccitata dai Veneziani in Padova contro il Carrara | [137] | |
| 1405 | 29 novembre. Il Carrara e suo figlio giungono a Venezia | [138] |
| Accoglimento loro fatto dalla signoria | [139] | |
| Discorso di Giacomo del Verme contro il Carrara | [140] | |
| 1406 | 16 gennajo. Il Carrara strozzato per ordine del consiglio dei dieci | [141] |
| I suoi due figli uccisi il giorno dopo nello stesso modo | [142] | |
| Morte di due figli del Carrara ch'erano a Firenze | [143] | |
| Il consiglio dei dieci pubblica una taglia sulla testa dei principi della Scala | [145] | |
| Crudele politica dei Veneziani; odio che eccita | [147] | |
| Tavole genealogiche della casa di Carrara e della Scala | [147] | |
| Capitolo LX. I Fiorentini conquistano Pisa. — Seguito dello scisma, che viene mantenuto da Ladislao re di Napoli. — Concilio di Pisa. — Deposizione di Gregorio XII e di Benedetto XIII. — Elezione di Alessandro V. 1405-1409 | [149] | |
| 1403-1406 | Rivoluzioni di Cremona. Ugolino Cavalcabò, e Gabrino Fondolo | [150] |
| 1404 | Pandolfo Malatesti si fa signore di Brescia | [152] |
| Alleanza dei Pisani con Boucicault, governatore di Genova | [153] | |
| 1405 | Boucicault persuade Gabriele Visconti a vendere Pisa ai Fiorentini | [154] |
| 1405 | 31 agosto. La cittadella di Pisa ceduta ai Fiorentini | [155] |
| 6 settembre. Viene loro ritolta dal popolo di Pisa | [156] | |
| I Pisani domandano la pace ed offrono compensi | [157] | |
| Giovanni Gambacorti, richiamato dall'esilio, viene nominato capitano del popolo | [158] | |
| I Fiorentini risolvono d'affamar Pisa; ardire di Pietro Marenghi | [160] | |
| Angelo della Pergola e Gaspare dei Pazzi disfatti, mentre accorrevano in soccorso di Pisa | [161] | |
| Ladislao ed Otto Bon Terzo ricusano di soccorrerli | [162] | |
| 1406 | I Pisani bloccati da ogni banda | [162] |
| Rivalità dello Sforza e del Tartaglia acquietata da Gino Capponi | [164] | |
| Angustie dei Pisani | [164] | |
| 9 ottobre. Giovanni Gambacorti cede Pisa ai Fiorentini | [166] | |
| Governo dei Fiorentini; frequenti emigrazioni dei Pisani | [168] | |
| Cambiamento nella politica dei Fiorentini | [169] | |
| 1394-1406 | Progressi dello scisma | [171] |
| 1394 | 16 settembre. Morte di Clemente VII; gli succede Benedetto XIII | [171] |
| 1395 | Concilio Nazionale in Francia per la riunione della Chiesa | [173] |
| 1399 | 14 aprile. Benedetto XIII, costretto a capitolare con Boucicault | [173] |
| 1404 | 29 settembre. Morte di Bonifacio IX | [175] |
| 17 ottobre. Gusmano di Sulmona eletto papa sotto nome d'Innocenzo VII | [175] | |
| Carattere di Ladislao re di Napoli | [171] | |
| 1399-1400 | Ladislao costringe Luigi e Carlo d'Angiò ad uscire dal suo regno | [178] |
| 1401 | Viene chiamato in Ungheria dai nemici di Sigismondo | [179] |
| 1402 | 5 agosto. È coronato a Zara come re d'Ungheria | [180] |
| 1402-1409 | Abbandona l'Ungheria e vende ai Veneziani le piazze da lui occupate | [181] |
| Sue pratiche in Roma contro papa Innocenzo VII | [182] | |
| 1405 | Sedizione de' Romani contro il papa | [183] |
| I deputati de' Romani uccisi da un nipote del papa | [184] | |
| Afflizione del papa per questa violenza; è costretto a fuggire | [186] | |
| Ladislao vuole occupare Roma e n'è scacciato dal popolo | [187] | |
| 1406 | 5 novembre. Morte d'Innocenzo VII; gli succede Gregorio XII | [188] |
| Negoziazioni tra i due papi per la vicendevole abdicazione | [189] | |
| Convengono di adunarsi a Savona | [190] | |
| 1407 | Gregorio XII s'inoltra fino a Lucca, e Benedetto XIII fino alla Spezia | [191] |
| Pratiche di Ladislao per continuare lo scisma | [192] | |
| 1408 | Aprile. Occupa Roma e le città vicine | [193] |
| Gregorio XII vuole rompere ogni trattato col suo competitore | [194] | |
| I suoi cardinali lo abbandonano e si ritirano a Pisa | [195] | |
| I cardinali di Benedetto XIII vengono a Pisa e si uniscono a quelli di Gregorio | [196] | |
| I cardinali delle due ubbidienze convocano un concilio a Pisa | [197] | |
| I due papi a tale notizia si allontanano l'uno dall'altro | [198] | |
| Lodevole zelo dei due cleri, cattiva fede dei due papi | [199] | |
| Baldassar Cossa acquista grandissima influenza sui cardinali riuniti | [200] | |
| 1409 | I capi del clero e gli ambasciatori degli stati cristiani si adunano a Pisa | [201] |
| 5 giugno. Nella sua quindicesima sessione il concilio condanna i due papi | [202] | |
| 7 luglio. Il cardinale di Candia, eletto sotto nome di Alessandro V | [203] | |
| 7 agosto. Viene imposto l'obbligo al papa di convocare un nuovo concilio per la riforma della Chiesa | [204] | |
| Capitolo LXI. Ladislao, re di Napoli, occupa lo stato della Chiesa; minaccia Firenze; muore. — Sigismondo d'Ungheria, eletto imperatore, muove guerra ai Veneziani; sue conferenze con Giovanni XXIII in Lombardia. — Deplorabile stato di questa contrada. 1409-1414 | [205] | |
| Ambizione e perfidia di Ladislao; egli minaccia i Fiorentini | [205] | |
| Morte d'Alberico da Barbiano e di Otto Bon Terzo | [207] | |
| Braccio di Montone, scontento di Ladislao, passa al servigio dei Fiorentini | [209] | |
| 1409 | I Fiorentini prendono al loro soldo Malatesta da Pesaro con due mila quattrocento lance | [210] |
| Ladislao occupa Cortona | [211] | |
| Braccio di Montone costringe Ladislao a ritirarsi | [212] | |
| Luglio. Luigi II d'Angiò coll'ajuto de' Fiorentini entra negli stati della Chiesa | [213] | |
| Attacca Roma inutilmente | [214] | |
| 1410 | 2 gennajo. Dopo la sua ritirata i Fiorentini occupano Roma | [215] |
| 3 maggio. Morte d'Alessandro V; gli succede Baldassar Cossa sotto il nome di Giovanni XXIII | [216] | |
| 1409 | 6 settembre. I Genovesi scuotono il giogo della Francia e si uniscono a Ladislao | [217] |
| 1410 | 16 maggio. Rompono presso alla Meloria parte della flotta di Luigi d'Angiò | [219] |
| Seconda campagna infruttuosa di Luigi d'Angiò contro Ladislao | [220] | |
| 1411 | 7 gennajo. I Fiorentini fanno la pace con Ladislao che loro cede Cortona | [222] |
| 11 aprile. Giovanni XXIII passa a Roma, e perde Bologna | [222] | |
| Terza campagna di Luigi d'Angiò. Battaglia di Rocca secca, 19 maggio | [223] | |
| Luigi d'Angiò non approfitta della vittoria | [224] | |
| 1412 | 15 giugno. Trattato di pace tra Ladislao e Giovanni XXIII | [224] |
| Ladislao minaccia Paolo Orsini | [228] | |
| 1415 | 31 maggio. Sorprende Roma; il papa fugge a Firenze | [229] |
| Alleanza dei Fiorentini coi loro vicini | [230] | |
| Conquiste di Ladislao nello stato ecclesiastico | [231] | |
| 1414 | Ladislao minaccia la Toscana | [232] |
| 22 giugno. I Fiorentini trattano di nuovo con lui | [232] | |
| Ladislao, sorpreso da sconosciuta malattia, frutto delle sue dissolutezze | [236] | |
| 6 agosto. Muore a Napoli | [236] | |
| 1405-1410 | Scontento della Germania contro l'imperatore Roberto | [237] |
| 1410 | 19 maggio. Morte di Roberto. Sigismondo e Jossa concorrono all'impero | [238] |
| 1410 | Carattere di Sigismondo, che resta solo imperatore | [239] |
| 1411-1413 | Guerra di Sigismondo contro la repubblica di Venezia | [241] |
| 1412 | 9 agosto. Carlo Malatesti batte gli Ungari alla Motta | [242] |
| 1413 | 18 aprile. Tregua di cinque anni fra l'imperatore ed i Veneziani | [244] |
| Sigismondo scende in Lombardia; deplorabile stato di questo paese | [244] | |
| Ferocia di Giovan Maria, duca di Milano | [245] | |
| Caccia gli uomini con cani da corsa | [246] | |
| Facino Cane si rende subordinati i due figli di Giovanni Galeazzo | [247] | |
| 1412 | 16 maggio. Morte di Facino Cane e di Giovanni Maria Visconti | [247] |
| Filippo Maria sposa la vedova di Facino Cane, e si fa riconoscere duca di Milano | [249] | |
| 1413 | Trattati di Sigismondo con Giovanni XXIII per tenere un concilio generale | [250] |
| Congresso dell'imperatore e del papa in Cremona | [252] | |
| Concilio generale convocato a Costanza pel giorno 1.º novembre del 1414 | [253] | |
| Capitolo LXII. Concilio di Costanza; termina il grande scisma d'Occidente. — Giovanna II di Napoli e suo marito Giacomo, conte della Marca. — Grandezza e rivalità dei due condottieri Braccio di Montone e Sforza di Cotignola. 1414-1418 | [254] | |
| Disprezzo in cui erano caduti i capi della chiesa in conseguenza dello scisma | [254] | |
| Traffico delle indulgenze | [256] | |
| Gl'Italiani si fanno a difendere la potenza papale | [257] | |
| Indifferenza degl'Italiani per le opinioni religiose | [258] | |
| Il clero Italiano rimasto povero in confronto di quello d'Inghilterra e di Germania | [260] | |
| Gl'Italiani attaccati alla loro religione dalla politica | [261] | |
| 1414 | Giovanni XXIII va a suo malgrado a Costanza per aprire il concilio | [262] |
| Carattere di Giovanni XXIII | [262] | |
| Si guadagna la protezione di Federico, duca d'Austria | [264] | |
| 5 novembre. Fa l'apertura del concilio di Costanza | [265] | |
| Deliberazioni del concilio per nazioni e non per testa | [266] | |
| 1415 | 1 marzo. Giovanni XXIII promette di rinunciare al papato | [267] |
| 21 marzo. Fugge travestito da Costanza | [268] | |
| Il duca d'Austria, protettore del papa, attaccato dagli Svizzeri | [268] | |
| 17 maggio. Il papa ricondotto prigioniere a Radolfzell | [270] | |
| 29 maggio. Giovanni XXIII deposto, e chiuso a Gottleben | [271] | |
| 1415 | 4 luglio. Il concilio di Costanza viene riconosciuto da Gregorio XII, che abdica | [271] |
| Ostinazione di Benedetto XIII, che Sigismondo va a ricercare a Perpignano | [272] | |
| La chiesa Spagnuola si distacca da Benedetto XIII, che viene deposto il 26 luglio 1417 | [274] | |
| Il concilio si propone la riforma della chiesa; ardire dei predicatori | [275] | |
| 1372-1385 | Dottrina di Giovanni Wickleff. I Lollardi in Inghilterra | [276] |
| I libri di Wickleff portati in Boemia; progressi della riforma | [277] | |
| Carattere di Giovanni Huss; va a Costanza ed è posto in prigione | [279] | |
| 1415 | 6 luglio, Giovanni Huss condannato a morte dal concilio, ed abbruciato | [280] |
| Carattere di Girolamo da Praga; sua ritrattazione e suo pentimento d'essersi ritrattato | [280] | |
| 1416 | 23 maggio. Suo discorso innanzi al concilio | [281] |
| Sua condanna e suo supplicio | [283] | |
| 1419-1460 | Rivoluzione della Boemia; accanita guerra degli Ussiti | [284] |
| Il concilio prende a riformare la simonia della corte di Roma | [285] | |
| 1416-1417 | Violente dispute ed anarchia nel concilio | [286] |
| 1417 | 11 novembre. Ottone Colonna eletto papa sotto il nome di Martino V | [287] |
| 1418 | 22 aprile. Il papa scioglie il concilio senza avere fatta alcuna riforma | [288] |
| Stato dell'Europa in tempo del concilio. Giovanna II di Napoli | [288] | |
| 1414 | 10 agosto. Lo stato della Chiesa scuote il giogo de' Napolitani | [290] |
| Pratiche di Pandolfello Alopo, favorito di Giovanna, con Francesco Sforza | [291] | |
| Lo Sforza vuole formarsi un principato; suoi feudi, sua armata | [292] | |
| 1415 | Agosto. Lo Sforza posto in prigione da Giacomo, conte della Marca, sposo della regina | [294] |
| 10 agosto. Giovanna II sposa di Giacomo conte della Marca, che la maltratta | [295] | |
| 1416 | Congiura di Giulio Cesare di Capoa contro il nuovo re | [296] |
| 13 settembre. Ribellione de' Napolitani contro il re, in favore della regina | [297] | |
| Ser Gianni Carracioli, nuovo favorito della regina | [298] | |
| Braccio di Montone, capitano di ventura, rivale dello Sforza | [299] | |
| 1414-1416 | Braccio governa Bologna pel papa Giovanni XXIII | [299] |
| 1416 | 5 gennajo. Vende ai Bolognesi la loro libertà | [300] |
| 1416 | Attacca improvvisamente Perugia | [302] |
| Coraggiosa resistenza di Perugia | [302] | |
| Carlo Malatesti s'avvicina per difenderla | [303] | |
| 7 luglio. Battaglia di san Egidio, ove il Malatesti viene disfatto da Braccio | [305] | |
| 14 luglio. Perugia si assoggetta a Braccio, e lo elegge suo signore | [307] | |
| Giostre di Perugia, rendute più brillanti da Braccio | [308] | |
| Luogotenenti di Braccio, Tartaglia e Niccolò Piccinino | [310] | |
| 1417 | 3 giugno. Braccio occupa Roma | [311] |
| È costretto a ritirarsi per l'avvicinamento dello Sforza | [312] | |
| Capitolo LXIII. Papa Martino V va a stabilirsi in Firenze; di concerto collo Sforza vuole rialzare in Napoli il partito angioino, mentre che Giovanna II adotta Alfonso d'Arragona. — Conquiste del duca di Milano in Lombardia; guerra degli Svizzeri. 1418-1422 | [313] | |
| 1382-1418 | Prosperità di Firenze sotto il governo dell'oligarchia guelfa | [313] |
| Maso degli Albizzi capo del governo | [315] | |
| Alla di lui morte accaduta nel 1417, gli succede Niccola d'Uzzano | [316] | |
| Gli Alberti, Ricci e Medici allontanati dal governo | [317] | |
| Giovanni di Bice dei Medici ammesso di nuovo nella magistratura | [318] | |
| Politica pacifica dei Fiorentini | [319] | |
| 1418 | Invitano Martino V a stabilirsi in Firenze | [320] |
| Giovanni XXIII fugge di prigione, e viene ad assoggettarsi personalmente a Martino | [321] | |
| Negoziazioni di Martino V con Giovanna II | [323] | |
| 1419 | 28 ottobre. Giovanna viene coronata in nome del papa | [324] |
| Giacomo della Marca non potendo farsi un partito, si ritira in Francia, ove muore in un convento | [325] | |
| Lo Sforza spedito a combattere contro Braccio nello stato della Chiesa | [326] | |
| Viene disfatto tra Montefiascone e Viterbo | [327] | |
| Martino V vuole riconciliarsi con Braccio | [328] | |
| 1420 | febbrajo. Braccio a Firenze. Accoglimento che gli viene fatto dal popolo | [329] |
| Martino irritato dalle canzoni nelle quali viene posto in confronto di Braccio | [330] | |
| Braccio per prezzo della sua riconciliazione assoggetta Bologna al papa | [331] | |
| Martino fa passare lo Sforza dal partito della regina a quello di Luigi III d'Angiò | [333] | |
| Intraprese di Luigi III d'Angiò sul regno di Napoli | [333] | |
| Negoziati di Giovanna con Alfonso re d'Arragona | [336] | |
| 1409 | Successione della casa d'Arragona alla corona di Sicilia | [337] |
| Rivalità tra le case d'Arragona e d'Angiò | [338] | |
| 1420 | 6 settembre. I luogotenenti di Alfonso prendono possesso dei castelli di Napoli | [339] |
| 1421 | Braccio chiamato nel regno di Napoli da Giovanna e da Alfonso | [339] |
| Intrighi alla corte di Napoli contro Alfonso | [342] | |
| 1422 | Pace fatta colla mediazione del papa; Luigi d'Angiò si ritira | [343] |
| 1418-1422 | Rivoluzioni di Lombardia; carattere di Filippo Maria | [344] |
| 1418 | Processo e giudizio di Beatrice Tenda duchessa di Milano | [345] |
| Principj di Francesco Carmagnola; suo favore presso il duca | [348] | |
| Conquista della Lombardia fino all'Adda; sorpresa di Lodi | [348] | |
| Lega formata contro il duca da Filippo Araceli e disciolta dal Carmagnola | [349] | |
| Piacenza resta deserta un anno | [350] | |
| Ruina degli Araceli, dei Beccaria e di Lotterio Rusca | [351] | |
| Anarchia di Genova attaccata ancor essa dal Carmagnola | [353] | |
| Governo e patriottismo di Tomaso da Campofregoso | [353] | |
| Vantaggi del Carmagnola contro i Genovesi | [354] | |
| I Fiorentini ricusano di soccorrere Genova per forzare questa repubblica a vender loro Livorno | [355] | |
| 1419 | Gennajo. Trattato di pace tra i Fiorentini ed il duca di Milano | [356] |
| 1420 | Alfonso d'Arragona attacca la Corsica, ed è respinto da Bonifazio | [357] |
| 1421 | Genova si dà al duca di Milano | [358] |
| 1418-1420 | I Veneziani acquistano il patriarcato d'Aquilea | [360] |
| 1421 | Nuovi acquisti del duca di Milano, San Donnino, Parma, Bergamo | [361] |
| Gabrino Fondolo cede Cremona al duca di Milano | [362] | |
| Pandolfo Malatesta fa lo stesso di Brescia, e Giorgio Benzone di Crema | [364] | |
| 1422 | Il duca toglie agli Svizzeri Bellinzona, Domodossola e la valle Levantina | [365] |
| Un'armata svizzera passa il san Gottardo per attaccare il duca | [366] | |
| 30 giugno. Battaglia d'Arbedo fra tre mila Svizzeri e ventiquattro mila Italiani | [367] | |
| Ritirata degli Svizzeri; la valle Levantina conquistata dal Carmagnola | [368] | |
| Capitolo LXIV. La regina Giovanna II, irritata contro Alfonso d'Arragona, adotta Luigi d'Angiò. — Morte di Sforza e di Braccio; disastrosa guerra dei Fiorentini col duca di Milano; alleanza dei Veneziani; presa di Brescia. 1422-1426 | [371] | |
| 1422 | Rivalità di Sforza e di Braccio di Montone | [371] |
| Loro riconciliazione chiesta dallo Sforza | [372] | |
| Lo Sforza per mezzo di Braccio riconciliato colla regina | [373] | |
| Alfonso d'Arragona geloso del Caraccioli | [374] | |
| Braccio nominato da Alfonso governatore degli Abbruzzi | [376] | |
| Assedia l'Aquila che gli chiude le porte | [376] | |
| 1423 | 22 maggio. Alfonso arresta Caraccioli, e vuole anche la regina | [377] |
| Lo Sforza chiamato in soccorso della regina; sua vittoria alle Formelle | [379] | |
| Lo Sforza e la regina si ritirano ad Aversa | [380] | |
| La regina revoca l'adozione di Alfonso, e gli sostituisce Luigi III d'Angiò | [380] | |
| Alfonso chiama Braccio in suo soccorso, ch'è ritenuto dall'assedio dell'Aquila | [381] | |
| Alfonso torna in Arragona, lasciando suo fratello a Napoli | [382] | |
| Lo Sforza marcia verso l'Aquila per costringere Braccio a levare l'assedio | [383] | |
| 1424 | 4 gennajo. Lo Sforza si annega, passando il fiume Pescara | [384] |
| Francesco Sforza contiene la sua armata, ed assicurasi della sua eredità | [385] | |
| 1424 | Guido Torello spedito dal duca di Milano in soccorso della regina Giovanna | [387] |
| La regina Giovanna riprende Napoli all'infante di Arragona | [388] | |
| Effetto che produce sopra Braccio la notizia della morte dello Sforza | [389] | |
| Giovanna manda Giacomo di Caldora in soccorso degli abitanti dell'Aquila | [391] | |
| Braccio permette a Caldora di passare la montagna di san Lorenzo | [392] | |
| 2 giugno. Battaglia dell'Aquila tra Braccio e Caldora | [393] | |
| Braccio disfatto per errore di Niccolò Piccinino | [394] | |
| Braccio muore in conseguenza delle sue ferite | [395] | |
| Il principato formato da Braccio viene distrutto | [396] | |
| Intrighi del duca di Milano in Romagna, che riaccendono la guerra | [397] | |
| 1423 | 6 settembre. Pandolfo Malatesta, generale dei Fiorentini battuto a Ponte a Ronco | [398] |
| 1424 | 1.º febbrajo, Imola sorpresa da Angelo della Pergola | [399] |
| Carlo Malatesta disfatto e prigioniero a Zagonara, il 27 luglio | [400] | |
| 1425 | 1.º febbrajo. Terza rotta dei Fiorentini in val di Lamone | [401] |
| Aprile. Quarta rotta dei Fiorentini a Rapallo | [402] | |
| 1425 | 9 ottobre. Quinta rotta dei Fiorentini ad Anghieri | [403] |
| 17 ottobre. Sesta rotta dei Fiorentini alla Fagiuola | [404] | |
| I Fiorentini affrettano i Veneziani in loro soccorso | [404] | |
| Francesco Carmagnola incorre nella disgrazia del duca di Milano | [405] | |
| 23 febbrajo. Va a Venezia ed eccita quella repubblica alla guerra | [407] | |
| Apostrofe di Lorenzo Ridolfi al senato di Venezia | [408] | |
| 14 dicembre. Suo discorso in senato intorno alla guerra | [409] | |
| Discorso del Carmagnola per eccitare i Veneziani alla guerra | [411] | |
| 1426 | 27 gennajo. I Veneziani ed i loro confederati dichiarano la guerra al duca di Milano | [412] |
| Pratiche del Carmagnola per sorprendere Brescia | [413] | |
| 17 marzo. Viene introdotto nel quartiere de' Guelfi | [415] | |
| Assedia successivamente gli altri quartieri e le fortezze | [415] | |
| 20 novembre. Brescia interamente sottomessa dal Carmagnola | [417] | |
| 30 dicembre. Pace di Ferrara tra il duca di Milano e le repubbliche | [418] | |
| Capitolo LXV. Seconda guerra dei Fiorentini col duca di Milano. — Rivoluzioni nello stato della Chiesa. — Tentativi dei Fiorentini sopra Lucca; questa città ricupera la libertà; terza guerra col duca di Milano. — Morte del Carmagnola. 1427-1432 | [420] | |
| Attaccamento dei Milanesi alla casa Visconti | [420] | |
| 1426 | Loro riesce dispiacevole la notizia della pace di Ferrara | [421] |
| La nobiltà di Milano offre al duca di mantenere un'armata | [422] | |
| 1427 | Il duca rinnova le ostilità | [423] |
| 21 maggio. Disfatta d'una flotta milanese sul Po | [425] | |
| Il Carmagnola sorpreso a Gottolengo dal Piccinino | [426] | |
| Numerose armate adunate presso Cremona | [427] | |
| 12 luglio. Battaglia di Casal Secco, di cui resta la vittoria indecisa | [428] | |
| Il duca di Savoja ed il marchese di Monferrato respinti da Ladislao Guinigi | [429] | |
| Insubordinazione nell'armata del duca di Milano | [430] | |
| Ne dà il comando a Carlo Malatesta di Pesaro | [431] | |
| 11 ottobre. Battaglia di Macalò; disfatta dell'armata milanese | [433] | |
| Il Carmagnola dà la libertà a tutti i prigionieri | [435] | |
| Nuove negoziazioni; pace separata del duca di Savoja. 2 dicembre | [437] | |
| 1428 | Ambizione de' Veneziani, che vogliono continuare la guerra | [438] |
| 18 aprile. Seconda pace di Ferrara tra le repubbliche ed il duca | [439] | |
| 1428 | Malcontento negli stati della Chiesa contro Martino V | [441] |
| 1.º agosto. Congiura a Bologna che ricupera la libertà | [442] | |
| 1428-1431 | La guerra tra la Chiesa e Bologna trattata mollemente | [444] |
| Uccisione degli amici dei Bentivoglio a Bologna | [445] | |
| 1429 | 14 settembre. Morte di Carlo Malatesta; suo carattere | [446] |
| Indebolimento della sua casa; divisione de' suoi stati fra i nipoti | [447] | |
| Turbolenze in Toscana prodotte dallo stabilimento del Catastro | [448] | |
| Sedizione di Volterra | [449] | |
| 22 novembre. Niccolò Fortebraccio attacca lo stato di Lucca | [450] | |
| 14 dicembre. I Fiorentini dichiarano la guerra a Paolo Guinigi, signore di Lucca | [452] | |
| Vergognosa condotta d'Astorre Gianni a Serravezza | [453] | |
| 1430 | Filippo Brunelleschi intraprende invano d'inondare Lucca | [455] |
| Valorosa difesa di Paolo Guinigi e de' suoi figli | [456] | |
| Zelo d'Antonio Petrucci, sienese, per la difesa di Lucca | [457] | |
| Luglio. Francesco Sforza, mandato dal duca di Milano, allontana i Fiorentini | [458] | |
| Paolo Guinigi reso sospetto di avere voluto vendere Lucca ai Fiorentini | [459] | |
| 1430 | Settembre. Paolo Guinigi arrestato e tradotto a Milano | [461] |
| I Lucchesi dopo ricuperata la libertà non possono ottenere la pace dai Fiorentini | [462] | |
| Niccolò Piccinino mandato dal duca in soccorso di Lucca | [463] | |
| 2 dicembre. I Fiorentini disfatti dal Piccinino in riva al Serchio | [464] | |
| 1431 | 10 febbrajo. Morte di Martino V; gli succede Eugenio IV | [465] |
| I Fiorentini persuadono i Veneziani a ricominciare la guerra | [466] | |
| 17 maggio. Il Carmagnola sorpreso e rotto presso Soncino | [468] | |
| Il Piccinino minaccia Pisa e guasta la Toscana | [468] | |
| I Veneziani fanno rimontare il Po ad una grossa flotta | [470] | |
| 22 maggio. Primo attacco tra le flotte veneziana e milanese | [471] | |
| 23 maggio. La flotta veneziana battuta e quasi distrutta dai Milanesi | [472] | |
| 27 agosto. Vittoria d'una flotta veneziana sopra una flotta genovese a Rapallo | [474] | |
| 1432 | Il Carmagnola chiamato a Venezia per dare consigli | [476] |
| Viene arrestato in mezzo al senato e posto alla tortura | [476] | |
| 5 maggio. Il consiglio dei dieci lo fa decapitare, come un traditore | [477] | |
Fine della Tavola.