— Vado sempre a piedi, ora. — disse, e arrossì al ricordo del tempo in cui scorrazzava in vettura, come se fosse stato un peccato difficile a farsi perdonare.

— La mia salute è buonissima, — aggiunse vivamente, — e sono felicissimo, veramente felicissimo. Ora, finalmente, ho coscienza di essere un eletto del Signore.

Eppure, il suo viso serbava un’impronta continua di tristezza, perchè ora si era caricato dei dolori del mondo. Vedeva la vita sotto una luce cruda ben diversa da come l’aveva intravista nei libri della sua biblioteca.

— E siete voi il responsabile di tutto questo, giovanotto, — disse rivolto ad Ernesto.

Questi sembrò imbarazzato e seccato.

— Vi avevo... vi avevo avvertito — balbettò.

— Non avete capito, — rispose il vescovo. — Non è un rimprovero, ma un ringraziamento che vi faccio. Vi sono grato d’avermi mostrato la mia vita. Dalle teorie sulla vita, mi avete condotto alla vita stessa. Avete squarciato i veli, e strappato le maschere. Avete portato la luce nella mia notte, ed ora io pure vedo la luce del giorno. E sono felice, a parte... — esitò dolorosamente, e come un velo di sofferenza gli oscurò lo sguardo, — tranne questa persecuzione. Non faccio male a nessuno. Perchè non mi lasciano in pace? Ma non si tratta neppure di questo, ma soprattutto del genere di persecuzione. Accetterei persino di essere scorticato sotto la sferza, bruciato su una graticola, o crocifisso con la testa in giù: ma il manicomio: mi spaventa! Pensate: in una casa di pazzi! È ripugnante! Ho veduto qualche caso, al sanatorio; erano pazzi furiosi. Mi si gela il sangue al solo pensarci. Essere rinchiusi per tutta la vita, fra urli e scene violenti! No, no, questo sarebbe troppo!...

Era commovente: le mani gli tremavano: tutto il corpo rabbrividiva e si contraeva, al pensiero della scena evocata. Ma ben presto riacquistò la calma.

— Scusatemi, — disse semplicemente, — sono i miei nervi. E se a tanto dovesse condurmi il servizio di Dio, sia fatta la Sua volontà. Chi sono mai, per avere il diritto di lagnarmi?

Guardandolo, quasi esclamavo: «Oh! grande e buon pastore, eroe! eroe di Dio!»