Ernesto mutò tattica improvvisamente.

— So benissimo che nulla di quanto dico potrà influire su voi, — esclamò —: non avete anima. Siete degl’invertebrati, dei rammolliti. Vi chiamate pomposamente repubblicani e democratici, ma non esiste un partito di questo nome: in questa Camera non ci sono nè repubblicani, nè democratici. Non siete altro che adulatori e mezzani delle creature della plutocrazia. Parlate all’antica del vostro amore per la libertà, voi che portate sulle spalle il marchio rosso del Tallone di Ferro.

La sua voce fu coperta dalle grida: «Abbasso! abbasso!», ed egli aspettò, sdegnosamente, che il chiasso si fosse calmato. Allora, aprendo le braccia, come per abbracciarli tutti, volgendosi verso i suoi compagni, gridò:

— Ascoltate il muggito delle bestie ben pasciute!

Il rumore riprese più forte: il presidente batteva sul tavolo per ottenere il silenzio, e guardava di sottecchi verso gli ufficiali ammucchiati alle porte. Ci furono delle grida di: «Sedizione!», e un membro di New York, noto per la sua rotondità, lanciò l’epiteto di: «Anarchico!».

L’aspetto di Ernesto non era dei più rassicuranti: tutto il suo spirito combattivo vibrava; la sua espressione era quella di un animale aggressivo. Pure, rimaneva calmo e padrone di sè.

— Ricordate, — gridò con una voce che dominò il tumulto, — voi che non mostrate alcuna pietà per il Proletariato, ricordate che verrà giorno in cui il Proletariato non avrà pietà di voi.

Le grida di: «Sedizioso! Anarchico!» raddoppiarono.

— So che non voterete questo disegno di legge, — continuò Ernesto. — Avete avuto dai vostri padroni l’ordine di votare contro. E osate trattarmi da anarchico, voi che avete distrutto il governo del popolo, voi che apparite in pubblico con la vostra vergognosa livrea rossa! Non credo nel fuoco dell’inferno, ma a volte mi spiace, e sono tentato di crederci, in questo momento, perchè lo zolfo e la pece non sarebbero di troppo per punire i vostri delitti, come meriterebbero. Finchè esisteranno i vostri simili, l’inferno sarà una necessità cosmica.

Ci fu un movimento alle porte. Ernesto, il presidente e tutti i deputati guardarono in quella direzione.