In questo tempo, mio padre scomparve. Le sue lettere, che mi erano sempre giunte regolarmente, cessarono. Egli non fu più visto nel nostro appartamento di Pell Street. I nostri compagni lo cercarono ovunque: tutte le prigioni del paese furono esplorate dai nostri informatori segreti; ma egli rimase irreperibile, come se la terra lo avesse inghiottito; e fino ad oggi non è stato possibile avere il minimo indizio del modo come morì.[102]

Passai mesi di solitudine, nel rifugio, ma non furono vani. La nostra organizzazione progrediva celermente e montagne di lavoro si ammucchiavano ogni giorno, attorno a noi. Dalla prigione, Ernesto e gli altri capi decidevano ciò che si doveva fare, e spettava a noi, ch’eravamo fuori, eseguire. Il nostro programma comprendeva, per esempio, la propaganda orale, l’organizzazione del metodo di spionaggio, con tutte le sue ramificazioni; la fondazione di tipografie clandestine; il nostro treno sotterraneo, come lo chiamavamo, ossia la possibilità di comunicazione fra i nostri nuovi rifugi, che erano migliaia, quando era interrotta la catena creata attraverso tutti i paesi.

Per questo, come dissi, il lavoro non era mai finito. Dopo sei mesi, il mio isolamento fu rotto dalla venuta di due compagne: due giovanette, brave e buone creature appassionate per la libertà: Lora Peterson, che sparì nel 1922, e Kate Bierce che sposò, poi, Du Bois[103], e che vive ancora con noi, in attesa della novella aurora.

Giunsero in uno stato febbrile, quale si può immaginare in due giovinette sfuggite a un pericolo improvviso di morte. Tra l’equipaggio del battello da pesca che le trasportava, attraverso la baia di San Pablo, c’era una spia, una creatura del Tallone di Ferro; un tale che era riuscito a farsi credere rivoluzionario e a penetrare profondamente nei segreti della nostra organizzazione. Senza dubbio, era sulle mie tracce, perchè sapevamo da tempo che la mia scomparsa aveva preoccupato seriamente il servizio segreto dell’oligarchia. Fortunatamente, come si potè vedere in seguito, non aveva rivelato a nessuno la sua scoperta. Evidentemente aveva rimandato il suo rapporto a più tardi, sperando di condurre a buon fine l’impresa di trovare il mio asilo e impadronirsi della mia persona. Le sue informazioni perirono con lui. Con un pretesto qualsiasi, quando le giovanette sbarcarono a Petaluna Creek, e salirono a cavallo, egli pure abbandonò il battello.

Cammin facendo, sul pendìo del monte Sonoma, John Carlston lasciò che le figliole andassero avanti sul suo cavallo, e ritornò indietro a piedi. Insospettito, egli s’impadronì della spia, e dal racconto che ci fece, potemmo formarci un concetto di ciò che era avvenuto, nonostante la mancanza di immaginazione del narratore.

— Gli ho dato la lezione che meritava, — disse semplicemente. — Gli ho dato la lezione che meritava, — ripetè; e una luce sinistra gli splendeva negli occhi; e le mani, deformate dal lavoro, gli si aprivano e chiudevano eloquentemente. — Non ha fatto chiasso. Ora l’ho nascosto, e questa notte lo sotterrerò profondamente.

Durante questo periodo di tempo, mi stupivo spesso della mia metamorfosi che, a volte, mi sembrava persino inverosimile, sia forse perchè ero vissuta nella tranquillità di una città universitaria, sia perchè ero diventata una rivoluzionaria agguerrita alle scene di violenza e di morte. L’una o l’altra di queste due cose mi sembrava impossibile: se l’una era vera, l’altra doveva essere un sogno; ma quale delle due era vera? La mia vita attuale di rivoluzionaria nascosta in un buco era forse un sogno? Oppure potevo credermi una ribelle sognante un’esistenza anteriore in cui non avevo conosciuto nulla di più eccitante del thè o del ballo, le riunioni, le discussioni in contraddittorio, e le conferenze? Ma, dopo tutto, credo che fosse un’esperienza comune a tutti i compagni schierati sotto la bandiera rossa della società umana.

Ricordavo spesso persone di quell’altra esistenza, e in modo strano esse apparivano e sparivano di tanto in tanto nella mia nuova vita. Tale, il caso del Vescovo Morehouse. Invano l’avevamo cercato, dopo lo sviluppo della nostra organizzazione; era stato trasferito di manicomio in manicomio. Avevamo seguito le sue tracce dal manicomio di Napa a quello di Stockton e di là al manicomio della valle di Santa Clara, chiamato Agnews, ma a questo punto si perdevano le tracce. Il suo atto di morte non esisteva. Certo era scappato, in un modo o in un altro. Non immaginavo punto le terribili circostanze in cui lo avrei rivisto, meglio intravedendo nel turbine micidiale della Comune di Chicago.

Non rividi più Jackson, l’uomo che aveva perduto un braccio nelle filande della Sierra e che era stato la causa occasionale della mia conversione alla Rivoluzione, ma sapevamo tutti ciò che aveva fatto prima di morire. Non si era mai unito ai rivoluzionarî. Inasprito dal destino avverso, covando nel cuore il ricordo del male che gli avevano fatto, diventò anarchico, non nel senso filosofico, ma come un qualunque animale spinto dall’odio e dal desiderio di vendetta. E si vendicò e bene. Una notte, mentre tutti dormivano nel Palazzo Personwaithe, eludendo la vigilanza delle sentinelle, fece saltare in aria la casa. Neppur uno sfuggì al massacro, neppure le sentinelle. E nella prigione dove aspettava la sentenza, l’autore del disastro si soffocò sotto le coperte.

Molto diversi da questo furono i destini del dottore Hammerfield e del dottor Ballingford: rimasti fedeli al loro padrone, furono ricompensati con palazzi vescovili, ove vivono in pace col mondo. Tutt’e due sono apologisti dell’Oligarchia, e tutti e due sono diventati grassi.