[101]. In quest’epoca il travestimento diventò una vera arte. I rivoluzionarî avevano delle scuole di attori in tutti i loro rifugi. Sdegnavano gli accessorî degli artisti ordinari come false barbe e parrucche, ch’erano una trappola. Il travestimento doveva essere fondamentale, intrinseco, doveva costituire nell’individuo come una seconda natura. Si racconta che la Vergine Rossa fosse diventata seguace di quest’arte, alla quale si deve il successo della lunga carriera di lei.

[102]. Queste sparizioni erano uno degli orrori dell’epoca. Di esse si parla continuamente, nelle canzoni e nelle storie. Erano un risultato inevitabile della guerra insidiosa che infuriò durante quei tre secoli. La cosa era però frequente anche presso gli oligarchi e le classi operaie. Senza preavviso, senza chiasso, uomini, donne e bambini sparivano; non si rivedevano più, e la loro fine rimaneva avvolta nel mistero.

[103]. Du Bois, attuale bibliotecario di Ardis, discende in linea diretta da quei rivoluzionarî.

[104]. Oltre le caste operaie, vi era la casta militare formata da un esercito regolare di soldati di professione, i cui ufficiali erano membri dall’Oligarchia, conosciuti tutti col nome di Mercenarî. Questa istituzione sostituiva la milizia, divenuta impossibile sotto il nuovo regime. Era stato istituito un servizio segreto di Mercenarî, oltre quello del Tallone di Ferro, ch’era un che di mezzo fra l’esercito e la polizia.

[105]. Solo dopo la sconfitta della seconda rivolta, il gruppo dei Rossi di San Francisco ricominciò a prosperare; e per due generazioni fu fiorente. Allora un agente del Tallone di Ferro riuscì a farsi ammettere in esso e a penetrarne tutti i segreti, conducendolo così alla fatale distruzione. Ciò accadde nel 2002. I membri del Gruppo furono giustiziati, ad uno ad uno, a tre settimane d’intervallo, e i loro cadaveri furono esposti nel Ghetto del Lavoro di San Francisco.

[106]. Il rifugio di Benton Harbour era una catacomba la cui entrata era abilmente dissimulata da un pozzo. È stata conservata in buono stato; così che i visitatori possono attualmente percorrere il labirinto dei corridoi fino alla sala delle riunioni, dove certamente avvenne la scena descritta da Avis Everhard. Più oltre, sono le celle dove erano tenuti i prigionieri, e la camera mortuaria dove avevano lungo le esecuzioni; più lontano ancora, il cimitero: un insieme di lunghe e tortuose gallerie scavate nella roccia, aventi, a ogni lato, nicchie dove riposano i Rivoluzionari ivi deposti dai loro compagni, da tanti anni ormai.

[107]. A quest’epoca vi era ancora la poligamia in Turchia.

[108]. Il fior fiore del mondo artistico e intellettuale era composto di rivoluzionarî. Ad eccezione di pochi musicisti e cantanti e di qualche oligarca, tutti i grandi creatori dell’epoca, tutti coloro i cui nomi sono giunti sino a noi, appartenevano alla rivoluzione.

[109]. Anche in quest’epoca la panna e il burro si estraevano ancora dal latte di vacca, con procedimenti grossolani. Non era incominciata la preparazione chimica del cibi.

[110]. Nei documenti letterarî dell’epoca si parla costantemente dei poemi di Rudolph Mendenhall, che i suoi compagni chiamavano «La Fiamma». Era di grande ingegno, però, tranne qualche frammento fantastico, citato da altri autori, di lui non ci è giunto altro. Fu giustiziato dal Tallone di Ferro, nel 1928.