— Dal colonnello Ingram... Fu lui a suggerire la deposizione che dovevo fare.
— E che ha fatto perdere il processo a Jackson.
Egli fece un cenno affermativo e arrossì.
— E Jackson aveva moglie e due bambini da sostenere.
— Lo so. — disse tranquillamente, ma il suo viso si oscurò ancora di più.
— Ditemi, — continuai, — è stato facile a voi, quale eravate quando frequentavate i corsi della scuola secondaria, trasformarvi in un uomo capace di una cosa simile?
La sua pronta collera mi spaventò. Vomitò[29] una bestemmia formidabile, e strinse il pugno come per battermi.
— Scusatemi. — disse dopo un momento. — No, non è stato facile... Ed ora credo che fareste meglio ad andarvene. Avete saputo da me tutto quello che volevate sapere. Ma lasciate che vi avverta di una cosa, prima che partiate. Non vi gioverà a nulla ripetere ciò che vi ho detto. Lo negherei, e sapete che non ci sono testimoni. Negherò fino all’ultima parola, e se fosse necessario, negherei anche sul banco dei testimoni, con un giuramento.
Dopo questo colloquio, andai a trovare mio padre nel suo studio nel reparto della chimica, dove incontrai Ernesto. Era una sorpresa inaspettata: ma egli mi si fece incontro con i suoi occhi arditi e la sua stretta di mano forte e sicura, e con quello strano miscuglio di sicurezza e di goffaggine che gli era famigliare. Sembrava che avesse dimenticato la nostra ultima riunione e la sua atmosfera burrascosa; ma io non ero disposta a lasciar svanire quel ricordo.
— Ho approfondito l’affare Jackson, — gli dissi bruscamente.