— Ditemi, colonnello, la legge non ha alcun rapporto col diritto, la giustizia, il dovere?

— Il dovere... il dovere... Bisognerebbe cambiare la prima sillaba della parola.

— Capisco; è col potere che avete a che fare?

Egli annuì con un gesto di approvazione.

— Pertanto, la legge è, si dice, fatta per renderci giustizia?

— E il più paradossale è che ce la rende.

— In quest’istante esprimete un’opinione professionale, non è vero?

Il colonnello Ingram avvampò; arrossì, certo, come uno scolaro; di nuovo cercò una via di scampo, ma io chiudevo la sola via d’uscita possibile, e non facevo atto di muovermi.

— Ditemi, — continuai, — quando si abbandonano i propri sentimenti personali per i sentimenti professionali, non si compie un atto che potrebbe essere definito come una specie di mutilazione spirituale volontaria?

Non ebbi risposta alcuna. Il colonnello era scappato, senza gloria, rovesciando un palmizio nella fuga.