— Allora, sarò indurito.
— Poichè non siete ancora indurito, ditemi che cosa pensate, ora, della politica editoriale in genere.
— Non penso nulla. — rispose con vivacità. — Non bisogna dare calci di traverso, se si vuole riuscire nel giornalismo. Ho sempre imparato ciò, se non altro. — E alzò la testa con aria di saggezza giovanile.
— Ma dove mettete voi la rettitudine?
— Voi non capite il trucco del mestiere. Tutti sono naturalmente corretti, perchè tutto finisce sempre bene; non è vero?
— È molto incerta la vostra asserzione, molto indefinita, — mormorai.
Ma il mio cuore sanguinava per quella giovinezza, e avrei voluto invocare soccorso e scoppiare in lagrime. Cominciavo a rompere le apparenze superficiali di quella società nella quale ero sempre vissuta, e scoprivo la terribile realtà nascosta. Una tacita cospirazione era stata ordita contro Jackson, e sentivo un fremito di simpatia perfino per l’avvocato piagnucolone che aveva sostenuto in modo così miserevole la causa.
E quella tacita organizzazione era singolarmente estesa, e non mirava solo contro Jackson: era diretta contro tutti gli operai mutilati nella filanda. E, se così era, perchè non contro tutti gli operai di tutte le officine e delle industrie in genere?
Se le cose stavano così, la società era bugiarda. Mi ritraevo inorridita davanti alle mie stesse conclusioni. Era troppo abominevole, troppo terribile, per essere vero. Eppure erano veri Jackson e il suo braccio, e quel sangue che colava dal mio tetto e macchiava il mio abito. E c’erano molti Jackson, ce n’erano centinaia nella filanda, com’egli stesso aveva detto. Il braccio fantasma non mi lasciava più in pace.
Andai a trovare il signor Wickson e il signor Pertonwaithe, i due maggiori azionisti, ma, come gli operai, al loro servizio, non riuscii a commuoverli. Mi accorsi che professavano un’etica superiore agli altri, che si potrebbe chiamare la morale aristocratica, la morale dei padroni[32]. Parlavano in termini larghi della loro politica, della loro capacità, che identificavano con la probità. Si rivolgevano a me con un tono paterno, con delle arie protettrici rivolte alla mia giovinezza inesperta.