— Certamente, perdiamo il tempo trattando di questo A. B. C. del commercio, — disse il signor Calvin, con dispetto. — Lo sappiamo tutti a memoria.
— Se ho posto tanta cura nell’esporvi queste norme elementari, è perchè mi servono per confondervi. — replicò Ernesto. — È questa la parte piccante della cosa. E vi confonderò completamente.
«Gli Stati Uniti sono un paese capitalistico che ha sviluppato le sue risorse. In virtù del suo sistema industriale, possiede un ramo di produzione superflua di cui deve sbarazzarsi all’estero[59].
«Ciò che è vero per gli Stati Uniti, lo è pure per tutti i paesi capitalistici le cui risorse sono sviluppate. Ognuno di questi paesi dispone di un superfluo ancora intatto. Non dimenticate che hanno già trafficato gli uni con gli altri e che, ciò nonostante, c’è un superfluo disponibile. In tutti questi paesi il lavoro ha speso i suoi guadagni e non può più comperare nulla; in tutti, il capitale ha consumato solo ciò che gli permette la sua natura. E il rimanente è un peso morto, perchè non possono scambiarselo fra loro. Come se ne libereranno?
— Vendendolo ai paesi le cui risorse non sono sviluppate, — suggerì il signor Kowalt.
— Perfettamente. Vedete dunque che il mio ragionamento è così chiaro e così semplice, che si svolge naturalmente nelle vostre menti. Facciamo ora un passo avanti. Supponiamo che gli Stati Uniti impieghino la loro produzione superflua in un paese le cui risorse non siano sviluppate; nel Brasile, per esempio. Ricordate che questo bilancio è fuori e sopra il commercio, essendo gli articoli commerciali già consumati. Che cosa potrà dunque dare il Brasile, in cambio, agli Stati Uniti?
— Dell’oro. — disse il signor Kowalt.
— Ma nel mondo c’è una quantità limitata di oro, — obiettò Ernesto.
— Dell’oro in forma di pegni, obbligazioni e simili, — rettificò il signor Kowalt.
— Questa volta dite bene. Gli Stati Uniti riceveranno dal Brasile, in cambio del loro capitale di risparmio, obbligazioni ed altre garanzie. Che cosa vuol dire ciò, se non che gli Stati Uniti entreranno in possesso di ferrovie, di officine, di miniere e di terreni del Brasile? E che cosa ne risulterà?