— E quando mi avranno strappato dal Congresso, messo con le spalle al muro e fatto saltar le cervella, — chiese freddamente, — che cosa farete?

— Allora ci solleveremo con tutta la nostra forza, — risposero una dozzina di voci, immediatamente.

— Allora guazzerete nel vostro stesso sangue, — fu la replica. — Conosco quest’antifona; l’ho sentita cantare dalla classe media. E dov’è ora la classe media, con tutta la sua forza?

CAPITOLO XI. LA GRANDE AVVENTURA.

Il signor Wickson non aveva fatto nulla per vedere mio padre. Si incontrarono per caso sul piroscafo che porta a San Francisco: così che l’avvertimento che gli diede non fu premeditato. Se il caso non li avesse fatti incontrare, non ci sarebbe stato avvertimento alcuno; ma del resto, il risultato sarebbe stato uguale. Il babbo discendeva dal vecchio e solido ceppo del Mayflower[73]; e buon sangue non mente.

— Ernesto aveva ragione — mi disse rincasando. — Ernesto è un giovane straordinario, al punto che preferirei vederti sua moglie anzichè sposa del Re d’Inghilterra, o dello stesso Rockefeller.

— Che è successo? — chiesi con ansia.

— L’Oligarchia ci schiaccia. Wickson me lo ha fatto chiaramente capire. È stato molto gentile, quale oligarca. Mi ha offerto di rientrare all’Università. Che ne dici, tu? Lui, Wickson, quel sordido spilorcio, ha il potere di decidere se insegnerò o no nell’Università di Stato? Ma mi ha offerto di meglio ancora: mi ha proposto di farmi nominare Rettore d’un grande Istituto di scienze fisiche, che si sta progettando. Bisogna pure che l’oligarchia si liberi dei suoi valori esuberanti, in un modo o nell’altro, non è vero?

Ed ha soggiunto:

— Ricordate ciò che dissi a quel socialista innamorato di vostra figlia? Gli ho detto che avremmo calpestato la classe operaia. Orbene, lo faremo. Quanto a voi, sapete che vi ho, come scienziato, in gran rispetto, ma se voi unite le vostre sorti con quelle del proletariato, ebbene, state attento. Non posso dirvi altro. Poi, mi ha voltato le spalle, e se n’è andato.