Sed penitus Tyrrhena manus, hostesque protervos.
Exueltans in regna tulit.
Potrebbono nondimeno tali parole intendersi dei soli Spoletini, perchè essi, come altrove ho detto, passavano allora per popoli di Toscana. Lo stesso poeta avea prima detto che Berengario ne' tempi addietro
. . . . . . stimolis quia mutos iniquis
Finibus absentes Gallos quaesivit Etruscis,
con alludere alla guerra fatta nell'anno 883 da esso Berengario al ducato di Spoleti per ordine di Carlo Grasso Augusto. Con queste armi s'incamminò contra del re Berengario il duca Guido. Trovavasi allora Berengario nel distretto, o nella città di Verona, trattando d'aggiustamento col re Arnolfo; del che abbiam parlato di sopra.
. . . . Princeps aberat, pacemque parabat
Imperio, Veronae Athesis, qua culta salubris
Irrigat.
Però negli ultimi mesi dell'anno, e dopo l'abboccamento fatto con Arnolfo, dovette essere la mossa di Guido, incontro al quale marciò Berengario con quante forze anch'egli potè. Due senza dubbio furono le battaglie, ed amendue sanguinosissime, che seguirono fra questi due competitori.