Mille. Sua virtute, magis sed prole supinus
(Post monstrata fides) centeno milite laetus
Pauper adhuc Albricus abit, jamjamque resultat
Spe Camerina. Utinam dives sine morte sodalis.
Son certamente assai scure queste parole. Potrebbe talun credere che quell'Alberico conte, il quale nell'anno 776 intervenne alla dieta di Pavia, per eleggere o confermare Carlo Calvo re d'Italia, fosse il medesimo che vien qui mentovato dal poeta. Ciò nondimeno è punto assai dubbioso per la troppa distanza dell'età; ma par bene che non resti dubbio, che l'Alberico nominato qui dal poeta suddetto divenisse poi marchese di Camerino. Militava egli nell'anno 888, oppure 889, in favore di Guido contra di Berengario, e già sperava il governo di quella marca:
. . . . Jam jamque resultat
Spe Camerina....
Poscia dovette egli abbracciare il partito di Berengario:
Post monstrata fides....
E in ricompensa fu fatto marchese di Camerino. Prima era povero Signore: