. . . . . . . . . Quo rebus ademto

Humanis, in Anastasium Sacra concinit aula.

Tertius hoc praesul renitet qui nomine Romae,

Sedis apostolicae blando moderamine rector,

Sentiat ut Christum veniae sibi munere blandum.

In luogo suo fu eletto papa Landone, a noi solamente noto pel nome, senza sapersi alcuna azione di lui. Fece in questi tempi Corrado re di Germania, non senza ingratitudine, guerra ad Arrigo duca di Sassonia, che fu padre di Ottone Augusto il Grande: ma nulla vi guadagnò. Ebbe maggior fortuna nel regno della Lorena, di cui s'era impadronito Carlo il Semplice re di Francia [Chronic. breve sancti Galli.], e ne staccò almeno l'Alsazia. Nella Cronichetta amalfitana [Antiq. Ital., tom. 1, pag. 210.], da me data alla luce, noi troviamo in questi tempi duca d'Amalfi Mansone, il quale dopo sedici anni di governo diede l'addio al secolo e si fece monaco. Nel dì 10 d'agosto dell'anno presente era in Pavia il re Berengario, dove donò al monistero delle monache della Posterla [Ibid., Dissert. XI, pag. 587.] una parte del muro di quella città.


DCCCCXIV

Anno diCristo DCCCCXIV. Indizione II.
Giovanni X papa 1.
Lodovico III imperadore 14.
Berengario re d'Italia 27.

Ci assicura Girolamo Rossi di aver veduto uno strumento scritto in Ravenna a' tempi di papa Landone [Rubeus, Hist. Ravenn., lib. 5.] nonis februarii, Indictione secunda. Perciò egli era vivo nel febbraio dell'anno presente. Di lui così scrive Frodoardo [Frodoardus, de Roman. Pontific.]: