DCCCCLXXXV

Anno diCristo DCCCCLXXXV. Indiz. XIII.
Giovanni XV papa 1.
Ottone III re di Germania e d'Italia 3.

Tenea tuttavia nel mese di marzo dell'anno presente il tiranno antipapa Bonifazio, parricida di due pontefici, occupata la sedia di san Pietro, del che ci assicurano gli strumenti accennati da Girolamo Rossi [Rubeus, Histor. Ravenn., lib. 5.], e scritti in Ravenna anno nongentesimo octogesimo quinto a partu Virginis, qui annus ibiprimus Bonifacii pontificis maximi, Indictione XIII, idibus martii scribitur. Ma non tardò la morte a mettere fine alla vita e alle scelleraggini di questo falso papa. Colto da improvviso accidente, passò a rendere conto di sè al tribunale di Dio. Era costui talmente in odio al popolo romano, che la plebe preso il di lui cadavero, lo strascinò per le strade della città [Baron., in Annal. ad hunc annum.], e trafitto da mille colpi di lancie, lo lasciò insepolto nel campo dove era la statua di Marco Aurelio imperadore. La mattina seguente venuti i cherici, e trovato si vergognoso spettacolo, gli diedero la sepoltura. Truovasi qui più dell'usato imbrogliata e scura la cronologia de' sommi pontefici. Mariano Scoto, Gotifredo da Viterbo, Martino Polacco, l'autore della Cronica del Volturno ed altri mettono per successore di Bonifazio un Giovanni romano, chiamato da alcuni figliuolo di Roberto, convenendo tutti ch'egli sedette quattro mesi nel pontificato. Quel che è strano, a questo figliuol di Roberto fanno dipoi succedere Giovanni di nazione romano, figliuolo di Leone prete, nato nel rione delle Galline bianche. Quest'altro Giovanni, indubitato romano pontefice, si truova poi nelle memorie di questi tempi sempre appellato Giovanni XV. Ma se il precedette un altro Giovanni figliuolo di Roberto, come non assunse egli il nome di Giovanni XV, che osserviamo nel suo successore? Si avvisò il padre Papebrochio [Papebrochius, ad Conat. Chron. Hist.] d'aver trovato lo scioglimento di questo gruppo con immaginare che Giovanni figliuolo di Roberto fosse solamente eletto, e non consecrato. Ma chi registra il nome di lui nel catalogo dei romani pontefici, nol distingue dagli altri veri pontefici, anzi gli dà il nome di Giovanni XV. Nè si cominciavano a contar gli anni del pontificato, se non dopo la consecrazione. Perciò altri autori antichi o moderni tralasciano questo Giovanni figlio di Roberto, e così ancora fece il cardinal Baronio. Ma fosse o non fosse papa per quattro mesi esso Giovanni, noi abbiam di certo che circa questi tempi, e, secondo tutte le verisimiglianze, nell'anno presente fu eletto e consecrato papa Giovanni appellato XV, figliuolo di Leone, il quale per molti anni dipoi governò la Chiesa di Dio. Veggasi ancora ciò che dirò qui sotto all'anno 993. Secondo l'Annalista sassone [Annal. Saxo, apud Eccard.], Arrigo già duca di Baviera, che nell'anno addietro aveva usurpato il regno al piccolo re Ottone III, in quest'anno divino instinctu ad se reversus, et vana exaltatione se dejectum conspiciens, veniente rege (Ottone) in Franconevord, illuc ipse adveniens in cospectu totius populi, complicatis manibus, humilis habitu et actu, vera compunctus poenitentia, regiae se tradidit potestati. Fu ricevuto con tutto onore, e gli fu restituito il grado di duca, e per conseguente il ducato di Baviera. Anzi vedremo ch'egli ebbe per giunta col tempo anche il ducato della Carintia e la marca di Verona; di modo che Ottone III ebbe da lì innanzi tra i suoi più fedeli questo Arrigo, come appunto richiedeva la stretta lor parentela. Fu anche restituito ad esso Ottone III il regno della Lorena da Lottario re di Francia: con che di bene in meglio andavano prosperando i di lui affari. Abbiamo da Lupo protospata [Lupus Protospata, in Chron.] che in questo anno fu mandato dagl'imperadori greci al governo della Puglia Romano patrizio, la cui residenza possiam credere che fosse in Bari.


DCCCCLXXXVI

Anno diCristo DCCCCLXXXVI. Indiz. XIV.
Giovanni XV papa 2.
Ottone III re di Germania e d'Italia 4.

Cita il padre Mabillone [Mabillon., Annal Benedict. ad hunc annum.] una bolla di papa Giovanni XV, con cui conferma tutti i beni e privilegii del monistero di san Pietro in caelo aureo, dove riposa il corpo di sant'Agostino dottore della Chiesa, a Pietro abbate di quel sacro luogo. Fu essa data VIII kalendas februarii per manum Johannis episcopi nepesini, anno primo Johannis XV papae, Indictione XIV. Girolamo Rossi [Rubeus, Histor. Ravenn., lib. 15.] anch'egli accenna uno strumento scritto in Ravenna anno secundo pontificatus Johannis XV, mense decembri, Indictione XV, cioè nel dicembre dell'anno presente. Ne cita un altro stipulato anno tertio Johannis XV pontificis, Vidus julias, Indictione I. Ravennae, cioè nell'anno 988: notizie tutte che confermano assunto esso Giovanni XV al pontificato prima del dicembre e dopo il luglio dell'anno 985. A questo anno 986 l'Ughelli [Ughell., Ital. Sacr., tom. 4 in Episcop. Genuens.] e il suddetto padre Mabillone riferiscono una donazione fatta da Adelaide imperadrice, (che per errore di stampa, credo io, è chiamata da esso Ughelli Ottonis III imperatoris uxor) al monistero di san Fruttuoso del contado di Genova. Le note cronologiche son queste: Tertius Otho Dei gratia imperator Augustus, anno imperii ejus, Deo propitio, tertio, prima die aprilis, Indictione XIV. Actum in sancto Fructuoso. Ma Ottone III non era per anche imperadore, nè è mai da credere che in uno strumento pubblico, che si dice sottoscritto dalla piissima Adelaide Augusta, e da Wiligo ossia Wiligiso arcivescovo di Magonza, gli fosse dato il titolo d'imperadore. Dice ivi Adelaide di far quella donazione pro anima praedicti quondam domini Othonis imperatoris viri mei, seu mercede, et pro fomento filii mei Karoli, quem Dominus Deus et Salvator noster Jesus Christus reddidit mihi de fluctibus maris turbidi vivum et sospitem, per merita beatissimi Fructuosi, et per orationes bonorum virorum ibidem Domino famulantium. Niuno per anche ha saputo che l'Augusta Adelaide avesse un figliuolo chiamato Carlo; e se l'avesse avuto, pare impossibile che la storia non ne avesse fatta menzione. Da Lottario re d'Italia ella non ebbe che una figliuola appellata Emma, per testimonianza di santo Odilone [Odilo, in Vit. S. Adelheidis.], e da Ottone I certamente non ebbe un Carlo. Potrebbe dirsi che in vece di Karoli si ha qui da leggere Ottonis, cioè di Ottone II, che nell'anno 982 vedemmo, che gittatosi in mare, si salvò dai nemici. Ma egli era già mancato di vita. Però che si da ha dire di questo diploma? Venne a morte in quest'anno Lottario re di Francia, a cui succedette Lodovico V suo figliuolo, chiamato nelle storie il Dappoco. La regina Emma, che poco fa dissi figliuola dell'imperadrice Adelaide, passò di gravi affanni dopo la morte del marito Lottario, perchè accusata al figliuolo Lodovico di pratica scandalosa con Adalberone vescovo di Laon: sopra che si veggono due lettere da lei scritte alla madre Adelaide e all'Augusta Teofania fra quelle di Gerberto. Abbiamo da Lupo Protospata [Lupus Protospata, in Chronico.] che nell'anno presente i Saraceni fecero un'invasione in Calabria. Comprehenderunt Saraceni sanctam Chiriachi (cioè sanctae Cyriacae) civitatem, et dissipaverunt Calabriam totam. E l'Annalista sassone [Annalista Saxo, apud Eccard.] racconta che il fanciullo re Ottone III con possente esercito andò contra la Schiavonia occidentale. Colà venne a trovarlo Misecone duca di Polonia con gran seguito di soldatesche, ed oltre all'avergli presentato un cammello con altri regali, se ipsum etiam subdidit potestati illius, cioè si dichiarò suo vassallo; et tunc simul pergentes, devastaverunt totam terram incendiis, et depraedationibus multis. Aveva questo duca per moglie Dobrova, sorella di Bolislao duca di Boemia, principessa cristiana, la quale tanto seppe fare, che indusse il marito ad abiurare il paganesimo, e ad abbracciare la santa religione di Cristo; il che fu cagione che la Polonia cominciò a dar luogo al Cristianesimo. Anche la Russia ossia la Moscovia circa questi tempi abbracciò in parte la religione cristiana.


DCCCCLXXXVII

Anno diCristo DCCCCLXXXVII. Indiz. XV.
Giovanni XV papa 3.
Ottone III re di Germania e d'Italia 5.