Tutto a Venere offerse il cuore atroce,

Nè d'altro che d'amar desidra quello;

Or può domarlo una feminea voce,

Un legiadro sembiante, un viso bello,

Quel che non puote[201] mai asta[202] nè brando:

Ma qui vi lasso, e a voi me aricomando.

CANTO IV.

I.

Chi spenger può la Fada a Amor nemica,

Ai piacer suoi e al suo gioioso regno,