Pur parea corpo quella ninfa gaia,
Se con qualche ragion debbo parlarve:
Non sciò[35] come altro giudicar si possa,
Chè un spirto non si tocca in carne e in ossa.
Toccavassi[36] ella e ragionar se odiva,
E porse a quel baron[37] lo illustre scuto,
A cui, da poi che 'l suo parlar finiva,
Rispose allor sagace Feraguto:
O sii donna mortale, o eterna diva,