Ella è candida e bionda, alta e sottile
Nella maestà delle nascenti forme,
Divine son de' brevi piedi l'orme
Sul suolo vile.
Lo sguardo suo celestïale è pieno
Di ricordi di cielo e di speranze,
E le vïole acquistano fragranze
Sovra il suo seno.
E nel sentiero ombroso ed appartato,
Sotto le piante antiche ed indulgenti,
Passiamo uniti lungi dalle genti
A lato a lato—
Ciò diceva il suo sguardo, e lo splendore
Crescea della pupilla e del sorriso…
Aprì la bocca alfine, e d'improvviso
Mormorò: «Amore…»
* *
Obliai questo sogno. I giorni grigi
Uniformi passavan senza eventi;
E stetti a lungo ascoltando i concenti
Del perenne tumulto di Parigi.
Vivevo assorto tra i rumori strani
Della vita febbrile affaccendata,
Dimenticando l'ora, il dì, la data,
Noncurante dell'oggi e del domani.
Era bel tempo—ed il cangiante smalto
Del ciel verdastro e grigio verso sera
Facea parer tutta la folla nera
Che passava serrata sull'«asfalto».
Un dì, seduto in mezzo al gran frastuono
Dell'ampia via su cui l'ombra scendea,
Sognavo senza concretar l'idea
Mentre coi lumi già cresceva il suono.
Sorgevan vaghe imagini riflesse
Dalla svariata scena a me davanti:
Studïavo la storia dei sembianti,
Le intere vite in un sol gesto espresse.