Brume; ma pur dopo le amare pene
Giungon le gioie e l'esultanze liete,
Dopo le lotte son l'ore serene.
L'uomo dopo la vita avrà quiete
Nella luce letal crepuscolare,
E dei desir più non saprà la sete.
Sì, una vita ventura che spaziare
Lascierà l'alma nostra alfine pura
Come libero augello sovra il mare
Verrà, ma forse nella nostra oscura
Mente sogniam la speme d'una vita
Fulgida troppo in la sorte futura.
Dei mondi nella serie indefinita
Entro un mondo sarem di veli avvolto,
E la luce sarà vaga e sbiadita.
Ne parrà forse rivedere il volto
D'alcun che amammo sulla terra vieta,
Ma mestamente fia l'occhio rivolto.
Avrem raggiunto il porto, ma la mèta
Ne apparirà diversa e men lucente
Di quanto disse ogni miglior profeta.
Un grigio azzurro regnerà; fian spente
Allor le tinte più sonore e vive;
Tutto parrà languire eternamente.
Color di perla, interminate rive
Si seguiran, cristalli inargentati,
E piante ignote d'ogni raggio schive,
E smorti fiori come addormentati
Nell'eterno sopor dolce e fatale,
E profumi sottili ed ignorati