O se il destino d'ogni senso è vuoto.
* * *
Ma sul mio capo s'avvolgean le spire
Dei rami d'una quercia secolare
Dal tronco immane che non vuol morire.
Ed ecco, a un tratto, io la sentii parlare!
Una rauca e sottil voce da un ramo
Su di me scese e dovetti ascoltare.
—«Ah! tu almeno t'arresti quando chiamo,
E fai silenzio a queste mie parole.
Odon le piante. Mentre leggevamo
Nel tuo pensier che ignora ciò che vuole
E che per false strade si disperde,
Ridemmo, chè sei cieco innanzi al sole.
Bello risplende delle frondi il verde
Sull'azzurro del cielo, e altero è il fiore,
—E in vani sogni il tuo pensier si perde,
Sorride il sol nell'allegro splendore,
E le messi che zeffiro accarezza
Piegano liete innanzi al mietitore;
È gaio il mare per la dolce brezza
E avrà la gioia pur della tempesta…
E trilla l'augellin che il guscio spezza.
Sulla terra e nel ciel dovunque è festa,
Pur chiuso è ancor dell'universo il fato
E l'avvenir che agli esseri s'appresta.