«Tutto è mister, ma nel tronco ingrossato
Scorrer sentiamo il vital succo, come
Il mondo sente vita in ogni lato.
L'aura folleggia tra le sparse chiome…
Vengon gli amanti uniti—e poi retrivi
Cercan sui tronchi nostri inciso un nome.
E le foglie agitiamo e siam giulivi
Ignorando il destino, e pur sentiamo
Che ovunque è vita. E tu solo non vivi?
Tu pensi e scruti e dici: il vero io bramo.
E intanto passano i momenti vani
E le fronde non vedi sul mio ramo,
Breve è la vita e lungo il suo domani,
Qualunque sia. Sorridi dunque e sorgi!
Qui non dormire i sonni tuoi malsani!
Il mondo è immensa gioia che non scorgi».
XII.
LA CASCATA
Irradiata di sole, spumeggiante,
Dalla roccia scoscesa la cascata
Vedea cader laggiù—romoreggiante,
Inalterata.
E anch'io nel cor sentivami un torrente
Non bianco nè fulgente—doloroso—
Ma in quel posto si fè subitamente
Meno penoso.