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Ella già visse nell'antico Egitto,
Tra le città che sembran visïoni,
Allor che gloriosi nel delitto

Trionfavan superbi i Faraoni;
E guardò calma col gran d'occhio nero
Le feste immense e l'orride tenzoni.

Pallida e bruna, col sorriso altero,
Della immobile Sfinge colossale
Sfidò lo sguardo bianco ed il mistero

Con la serenità d'una rivale.
—E degli amori sempre più implacati
Conobbe il peso e il fàscino letale;

E gli ascosi desir negli abbagliati
Occhi d'intera folla plaudente
E le brame che lottano coi fati.

—Poscia sparì d'in mezzo a quella gente,
La splendida sua vita ebbe una fine;
Crebbe il pallor, fûr le pupille spente,

S'irrigidir le sue forme divine
Qual prodigio che subito s'arresta,
E nel sonno calò senza confine.

In bende avvolta fu dai pie' alla testa,
E sotto la piramide, in l'eletto
Sepolcro preparato come a festa,

Dormì mill'anni con lo stesso aspetto.