Giovani e già dalle uniformi grevi
Vicende affranti e dal tornar dei giorni
Inesorabili,
Dagli anni lunghi e dai dì troppo brevi
Ora tumultüosi or disadorni,

Risospinti dal caso, ancor riuniti,
Ma più divisi assai che dagli eventi
Dal sentir intimo,
Un istante obliavano, smarriti
In te, Natura, che il cuore addormenti.

* *

Andavan soli come ai dì passati
In una valle chiusa in mezzo ai monti.
Era il meriggio,
Ma sui verdi sentier dal sol dorati
Nell'alme loro v'eran due tramonti.

Ei camminava mesto, lentamente.
Guardando le pupille dolorose
D'azzurro limpido
E la purezza del profilo, e spente
Quasi sul volto a lei le belle rose.

Gli antichi dì parean tornati ancora;
Ei credeva sognare un sogno vero.
Le foglie tremule
Mormoravan su lor come in allora
Che Amor li precedeva sul sentiero.

L'alte montagne nere e i verdeggianti
Colli e le roccie e i pini e le cascate
D'argento vivido
Suscitavano in lui gli antichi canti,
Ricordavano a lei l'ore passate.

Mirava il triste sguardo ed il sorriso
Ancor più triste—e gli diceva i fati
Lungo il silenzio
E la terribil calma del suo viso
E i suoi capelli d'oro scolorati.

Egli sentiva nuovo atro dolore
E non osava prenderle la mano.
Il labbro roseo,
La bocca semiaperta come un fiore
Davan tormento di desir lontano.

Andavan sempre, appena una parola
Vana scambiando ed un sorriso mesto,
Ma come un rantolo
L'inutil detto ritornava in gola
Ed il sorriso scompariva presto.