XVIII.

. . . . .

La terra è un punto in mezzo al firmamento,
Tra una polve di soli astro ignorato:
Atomo è l'uomo ignaro del suo fato,
Che appena nato è spento.

—Cosi pensiam nelle ore solitàrie
Quando è di noi signor solo il pensiero,
Quando cerchiam senza fralezza il vero
E scrutiam l'invisibile—

Ma allor che avvinti da due bianche braccia
Nella festa dei sensi appare il vero
E ne sembra si fonda ogni mistero
Nel mistero d'un bacio,

Sentiam che vasto più del vasto cielo
E più forte del fato Amore impera,
Che l'uomo è il re per cui vediam, la sera,
Steso il sidereo velo.

XIX.

LA VILLA

*

Risplende il sole; il vasto cielo puro
Distende la sua pace sovra il mondo;
Dormono le colline, e lungi, in fondo
Mette una riga nera il bosco oscuro;