Ama il chiarore della luna mesta
E il falso luccicare della scena,
Si sente triste in mezzo ad una festa,

Senza ragion l'alma ha di gioia piena.
Vuole la calma e brama la tempesta,
Bionda con l'occhio ner, cupa e serena.

XXIV.

RITRATTO

Col nero e lungo sguardo e con l'arcana
Vaghezza del sorriso che indovina,
Con la raccolta sua chioma corvina
E col caldo pallor che il viso emana,

Ella sembra venuta da lontana
Festa opulenta dove fu regina.
Gemma salvata dalla gran rovina
Della passata gloria veneziana.

Ma per lei si vorrebbe altra cornice:
L'antico Canalazzo pien di festa
Al tempo di Venezia imperatrice.

Dagli ornati scalini ecco s'appresta..
E sullo smalto di quel ciel felice
Spicca il profilo della bruna testa.

XXV.

È un castello feudale in miniatura,
Dall'abbandono sorto in nuovo aspetto;
Sei secoli passaron sul suo tetto
E or ridon bianche le vetuste mura.