Disse Bisanzio dove l'onda bagna
L'alte moschee dalle dorate fronti,
I calli angusti nella dolce Spagna
In mezzo ai monti.

Fu dell'Italia appassionato amante
E ne applaudì la gloria e la fortuna,
—I palazzi il ricordano vagante
Per la laguna.

Cantò la Gioia e il Bello e la pagana
Voluttà della Forma, e gl'imi amori
Delle cose e i desir—l'ebbrezza umana
E i suoi colori.

Eppur sapeva le segrete pene
E le immense mestizie del poeta;
Sentì tristezza nella morta Atene,
Pensò alla mèta,

Al destino, alla brama d'Infinito;
Pianse il passato ed indagò il futuro,
Interrogò le sfingi, e tese il dito
Verso l'oscuro.

L'occhio profondo all'orizzonte volto
Assaliva i confini del pensiero…
E il suo sogno vagava ognor più sciolto
Oltre il mistero.

Or lo ha seguito. Ei che raggiunta avea
Perfezione impeccabil di parola,
Sentiva in sè come sepolta dea
L'alma che vola.

E forse già lassù dove s'ammanta
La gran luce terribile e superna,
Bello di nuova vita, ardente canta
La Beltà eterna.

XXXV.

SARAH BERNHARDT