Her eyes were as a dove's that sickeneth.
SWINBURNE

Bianca apparizïon dagli occhi immensi,
Dal magro viso smorto, dove un fiore
Sanguigno par la bocca che nei sensi
Versa ignoto languore,

Ella s'avanza, arcana creatura,
Dell'ideai col vero unione estrema,
Anima che traspar dalla figura
E il corpo strema.

Ed in mezzo al silenzio uno strumento
Nuovo risuona per la vasta sala…
È la sua voce musical, portento
Ch'alta dolcezza esala.

Le rime echeggian nuove ed ecco i vieti
Ritmi ne sembra udir la prima volta;
Quelli accenti di fàscini segreti
Empion la vôlta.

Ella commove fin le turbe sorde
E l'ascosa rivela umana fibra.
Lira vivente dalle cento corde
Che ad ogni tocco vibra.

Or la vediamo pura statua, eterna
Classica imago dalle caste pose;
Ma all'indomani si rifà moderna,
E con le ondose

Movenze ed il febbril gesto e il sorriso
Parigina si mostra—avventuriera—
Gran dama—amante dallo stanco viso,
Smorta, morbosa, vera.

La lunga stola dalle pieghe belle
Tragicamente cade sul suo piede;
Ella prega ed impreca—irosa—imbelle
Comanda, chiede,

Schiava, regina dal gemmato crine—
Innamorata, ascetica, pagana…
—Poi sovra il raso sa sgualcir le trine
Occhïeggiando vana.