E a dieci lustri d'intervallo il dramma
Rifulge ancor nella novella attrice,
Arde in quell'esil corpo una gran fiamma
Divoratrice.

E, presente, il Poeta imperituro*
Rammenta il dì della battaglia vinta!
Ed al supremo suo trionfo puro
Ora la vuole avvinta.

E dico a Lei: avventurosa, insieme
Al plauso della folla il plauso ottieni
Di Lui che ancor dall'alto tuona e geme,
Spezzati i freni.

Vivo Egli assiste alla sua gloria intera;
E applaude a te, artista, e a te sorride.
—Il tuo meriggio unito alla sua sera
Non scorderà chi vide.

* Victor Hugo assisteva nella primavera del 1879 alla prova generale di Ruy Blas—in cui Sarah Bernhardt aveva assunto la parte della Regina.

XXXVI.

A ERNESTO ROSSI

Shakespear ne appar quale caverna mistica
Da lontano riflesso stenebrata;
Incerto è il suol, ma di rubini e zàffiri
La vôlta costellata.

Chi vi s'interna sente l'ali viscide
Delle strigi passar sulla sua fronte
E trova ignoti fior foschi e purpurei
Nelle sanguigne impronte.

Incespica tra i scettri e le corone,
Urta i fantasmi mesti degli uccisi;
Poi lo incanta la bianca visïone
Di sovrumani visi.