La penna giace non asciutta ancora;
Tutto spira la vita e insiem la pace.
Ed il sole colora
Ogni appeso ritratto: là, procace,
Mostra un'attrice le sue grazie infide
E turba lievemente la dimora.

Qui s'impegnò la lotta che non vide
Il lettore distratto; e qui l'idea
Passò come la donna che sorride,
Poi torna Dea.
—Su un piedestallo, bianca e imperitura,
La Venere di Milo ne conquide

Con la sua posa eternamente pura.

XXXIX

*

In fondo ai chiari abissi prezïosi
Che il mar contende irato agli occhi nostri,
Gl'ignorati tesori stanno ascosi.

Difesi là da spaventosi mostri
Ed ammassati in cristalline valli
In tra lucenti grotte e rosei chiostri;

In tra le piante strane ed i coralli,
Nei profondi splendor che, ignoti, per le
Iridi hanno riflessi verdi e gialli,

Vergini d'ogni sguardo stan le perle.

* *