Attraverso le fronde verdeggianti
Sereno è il cielo sull'immenso mare,
E s'ode l'eco dei remoti canti
De' pescator che van per l'onde amare.
Ella è vestita di velluto rosso
Con ricche trine e gemme rifulgenti;
Il suo corpo divin talora è scosso,
Rabbrividisce… eppur son dolci i venti,
E all'azzurro lontan volge l'azzurro
De' suoi sguardi pensosi, ma l'arcano
Indistinto pensier senza susurro
E senza gesto, va assai più lontano.
* *
Il suo pensier traverso il bene e il male,
Or chiaro or torbido,
Come nave sul mare a gonfie vele
Vola nel sogno verso l'ideale.
Ella ha sete e vorrìa l'assenzio e il miele,
La manna e il tòssico,
E sente in seno l'onda d'una brama
Che or soave diventa ed or crudele.
Ella giunge le mani e attende e chiama,
Tra speme e tedio,
Il presentito compimento ignoto
E la gioia fatal che ha sol chi ama.
Chi ama e vive e più non sente il vuoto
Dell'ore rapide,
E la pace che fa invocar la guerra,
E l'avvenir che ognora è più remoto.
E il suo core talor tutto si serra
E cessa il palpito,
Ma poi torna il desir senza la speme
E le sembra esser sola sulla terra.
E mentre ignara del suo mal pur geme,
La solitaria
Dal cielo implora i tormentosi affanni,
Purchè vi sia chi con lei pianga insieme.