E che dan le dovizie a' suoi vent'anni?
L'avito orgoglio
E le turbe inchinate al suo passaggio?…
Ella vorrebbe dispiegare i vanni

Dell'alma ardente al fulgido miraggio!
—Ma resta immobile,
Schiava del fato, con la testa china,
Nè sa perchè tanto l'attrista il maggio;

Nè sa perchè, quando il sole declina,
E malinconica
Scende la sera sulle umane cose
E par misterïosa la marina,

E sullo stelo languono le rose,
E le mestissime
Note lontane dell'Ave Maria
S'odon venire in tra le piante ombrose,

Ella sente un conforto ignoto pria,
Ed una languida
Pace discende sullo spirto stanco
E dormire per sempre ella vorrìa,

Ma invano poi sull'inquieto fianco
Sonno benefico
Attende mesta fino alla mattina.
Oh! perchè abbrucia il suo guanciale, bianco

Come la neve sopra vetta alpina?
E perchè pallido
Ogni dì più diventa il suo bel volto,
Più flessüosa par quando cammina?

E che le fa l'aureo crin disciolto
Ad ogni zeffiro,
E che le forme pure e sculturali,
Se l'occhio indarno all'orizzonte è vólto?

Se indarno sente che le batton l'ali,
Se niun può leggere
Le cifre arcane che il suo sen racchiude,
Le aspirazioni giovani, immortali?

Tremando, con la mente ella dischiude
La strada al torrido
Lontan paese ove il suo sire ha vinto
Le barbare tribù feroci e nude,