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E andando per la strada polverosa
Egli fantastica
Come si suole nell'età primiera
Quando la vita appar misteriosa.
E sente in cor cantar la primavera.
Stormir le foglie
Della speranza in tra i fior sboccianti,
E avvicendarsi un'allegrezza altera
Alla mestizia dei primieri incanti.
Poichè nell'animo
Ei già presente le vicine lotte
Tra il ver crudele ed i desiri affranti.
E spesso son le note sue interrotte,
Nè per l'irrompere
Dei singulti saprebbe una ragione…
Pur piange spesso quando vien la notte,
Poi lo rinfranca ancor la visïone
Piena di gloria
D'un avvenir purissimo e ridente,
E sente che uscirà dalla tenzone
Incoronato da una luce ardente
E con il premio,
Ignoto ancor, d'un bacio pien d'oblio,
Pien di memorie celestiali spente.
Ma l'alma sua è mesta nel desìo
Indescrivibile,
Ed una ingenua pace ognor s'estolle
Involontaria dal suo petto a Dio.
E nelle vene il sangue gli ribolle,
E qual da freccia
Ferito è dal desire indefinito
Della lontana sua speranza folle.
Perchè gli diè natura il guardo ardito
Fatto al dominio,
Pur dolce sì che fino all'alma arriva?
E il portamento libero e spedito,