Alessandro

(rialzandola) Su, su, niente lagrime, niente sentimentalismi, adesso. Non c'è da implorare, non c'è da impietosirmi. Quello che ài fatto è male, molto male. Ma può essere un errore senza gravi conseguenze, non un fallo irreparabile. Se è un errore, non sono io che devo perdonarlo. È tuo marito. Io, il perdono, non potrò che implorarlo per te. Ma perchè possa implorarlo bisogna che sia convinto, io, che lo meriti. Guardami in faccia. Capiscimi bene. Se ài fallato, se sei venuta meno ai tuoi doveri, se non ài il diritto di fissare in viso tuo padre, tuo padre.... se senti e capisci che non avresti il diritto di abbracciare tuo figlio, ora, se fosse qui.... vattene! non avremmo più altro da dirci. Oh! non avresti da temere che la tua vergogna. Un padre non impreca e non alza la mano sulla propria creatura. Se invece il tuo errore è quale l'ài confessato a tua madre....

Elisa

Te l'à giurato, dobbiamo crederle, Alessandro....

Alessandro

(à un impeto, subito trattenuto. Lancia uno sguardo severo a Elisa, e, dominandosi) Ti prego di lasciar parlare me. (Un silenzio) Bada, Eva, non cerco di meglio che di poterti credere. Sei mia figlia!... Ma guai se m'inganni per salvarti. Già, l'inganno durerebbe assai poco! E quando lo scoprissi, non avresti a sperare misericordia da me. Saresti morta per tuo padre. Non mi vedresti più. Ti.... affiderei.... a tua madre, perchè.... perchè le madri ànno tutti i doveri.... e la tua saprebbe imporsi anche questo. (Un silenzio) Ora io andrò in cerca di tuo marito, gli parlerò, gli ripeterò quello che tu ài confessato. Come provarglielo? Non so!.... Ma ò fede che ti perdonerà.... Io.... perdonerei! Ma bada! non ò mentito mai in vita mia, e non voglio mentire neppure per amor tuo. E non sarebbe neppure amor di padre. Sarebbe vigliaccheria.... in me, sarebbe l'eternare un inganno atroce, sarebbe rendermene complice, in odio di un uomo onesto — e gli onesti non devono essere ingannati. Debbono perdonare, se possono perdonare, sapendo quello che perdonano.... Ò dunque bisogno di essere convinto che la causa da difendere è buona, e che ò il diritto e il dovere di difenderla. Ò bisogno di esserne convinto, anzitutto per rispetto di me stesso.... Capiscimi bene! apprezza che alto sentimento inspira tuo padre in questo momento, e siane degna; ne ò bisogno poi, perchè la causa è difficile a vincersi, perchè lo scandalo ci fu, quasi pubblico, giacchè siamo nelle mani di un farabutto che può farci del male molto più di quello che ci à fatto finora; perchè dovrò vincere delle giuste, assai giuste incredulità, (le apparenze sono contro di te), e dovrò guarire una terribile ferita nel cuore di Giovanni. Dovrò evitare, se è possibile, o dovremo sopportare le conseguenze, forse, di un duello....

Eva

Un duello?!!

Alessandro

Sì, tutto quello di meglio che la società à saputo inventare per restaurare l'onore di un uomo quando sua moglie glie lo à compromesso. Oh! non è il duello in sè stesso che spaventa, nelle sue conseguenze materiali.... Sono le ferite dell'anima che un simile duello produce, inevitabilmente, e che non si cicatrizzano più. Tu capisci dunque che parte dolorosa mi è riserbata, oggi. (Eva si è accasciata sul divano. Va a lei, le prende le mani, la rialza) Eva: guardami: posso e debbo farlo?