Non cito qui il diploma del 1093, presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 695, per il quale furono conceduti al vescovo di Girgenti 400 villani col casale, Cathal. in quo frumenta, etc., poichè il testo iui par sì corrotto da non potervi far assegnamento; nè ha chiarita quella dubbia lezione il Gaglio, negli Opuscoli di Autori siciliani, tom. IX.
La voce δόμα occorre anco in un diploma greco di Sicilia del 1192, presso Spata, Pergamene, pag. 306, e in tre diplomi greci della estrema Calabria del 1188, 1198 e 11.., presso Trinchera, Syllabus, pag. 300, 334 e 557, col significato di tributo principale, diverso dalle angarie e dagli altri pesi che sopportavano i villani: tributo personale, senza dubbio, poichè talvolta si pagava ad altro signore che quello del luogo ove attualmente soggiornasse il villano. Il sig. Spata ha tradotto vagamente esazione, e il sig. Trinchera, con troppa precisione, jus hospitii. Ma quella voce nel greco dei bassi tempi valea dono; come si scorge da’ luoghi del Nuovo Testamento, delle Basiliche e di altri scritti del medio evo, citati nel Thesaurus, edizione Hase, Parigi, 1833, tomo I, col. 1642. Non sarebbe stato vezzo nuovo di chiamar così un’odiosa imposizione.
[580]. The Travels of Ibn-Jubair, testo edito dal Wright, pag. 328, 336, 344. Il testo di questo squarcio si vegga anco nel Journal Asiatique, dicembre 1845, p. 509, 520, 531; la versione francese ivi a p. 538 e in gennaio 1846 pag. 81, 202, e la versione italiana nell’Archivio Storico Italiano, vol IV, Appendice nº 16, pag. 34, 40, 46.
[581]. Si vegga il lib. II, cap. 12, pag. 475 del 1º volume.
[582]. Qui innanzi a pag. 246, nota 3, e il diploma del 1095 a pag. 247, nota 3.
[583]. In questo atto del 1177 i tre villani venuti a riconoscere l’autorità del signore, sono tassati di trenta roba’i in ciascun anno solare, per gezie, 20 modd di frumento e 10 d’orzo.
La moneta d’oro detta in arabico roba’i e in greco e latino tarì, pesava poco più di un grammo, donde tornava in valor di metallo a tre franchi e mezzo in circa. Si vegga il lib. III, cap. xiij, pag. 457 a 460 del secondo volume.
[584]. Veggansi tutti i diplomi latini e greci, nel Pirro Sicilia Sacra; Spata, Pergamene, ec. e gli inediti che è occorso di citare nel presente capitolo.
[585]. Nel diploma greco del 1188, presso Trinchera, Syllabus, p. 300, i pesi de’ villani sono specificati: δόματα καὶ ᾶγγαρὶας καὶ καννίσκια, doni (ossia il tributo) angarie e regalucci; e lo stesso notasi con poco divario nei diplomi del 1198 e 11..., pag. 334, 557.
[586]. Si vegga qui innanzi pag. 213.