[675]. Il Thesaurus di Henri Etienne, ediz. di Hase, etc. dà alla voce Ἄρχων i soli significati antichi; ma spiega Ἀρχοντία, etc., prefettura del basso impero. Il Glossario greco del Ducange cita invece il significato più moderno, cioè nobili e baroni ed anco l’Arconte degli Arconti di Costantino Porfirogenito. Ma le compilazioni di dritto alle quali si riferisce il Mortreuil, Histoire du Droit byzantin, vol. II, pag. 375 e 421, e vol. III, pag. 95, mostrano mantenuto nel X, XI e XII secolo il significato di supremo magistrato giudiziale. Nella stessa opera, vol. III, pag. 68, veggo che i corpi de’ dignitarii della Chiesa si chiamassero anco Ἀρχοντικία, e le citazioni delle pagg. 81-82 provano dato quel titolo ad alcun ufizio municipale.
[676]. Traduzione d’un diploma greco, presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 300. Vi si leggon anco i senes Noti e i senes Rosati; ma questi nomi topografici sembrano sbagliati, perchè Noto giace in altra regione e Rosato non si ritrova in altre carte.
[677]. Γέρουσία. Diploma greco, presso Spata, Pergamene, pag. 410.
[678]. Traduzione latina d’un diploma greco di novembre 1104, presso Gregorio, Considerazioni, libro I, cap. iij, nota 10. Quivi si fa cenno di sacerdoti, simul considentibus, con gli Anziani e poi di testimonianza di molti Buoni uomini. Ma il testo forse metteva questi insieme con gli Anziani e la traduzione, che il Gregorio confessa inesatta, alterò il senso.
[679]. Diploma greco, presso Spata, op. cit., pag. 285 segg.
[680]. Idem, ibid., pag. 293 segg.
[681]. Diploma greco del 1138, inserito in uno del 1188, presso Trinchera, Syllabus, pag. 297. I Buoni uomini e gli Anziani doveano determinare tutte le appartenenze d’un feudo recentemente conceduto: boschi, vigne, ec., fino a’ villani ed a’ borghesi.
[682]. Diploma greco, presso Spata, op. cit., pag. 438.
[683]. Presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 774. Invece di Catinae, si dee legger quivi Jatinae, della qual terra si tratta e non di Catania. Gli Anziani in questo diploma, scritto originariamente in latino, sono detti majores natu, traduzione literale di sceikh. L’altra terra nominata è Mertu, villaggio or distrutto in provincia di Palermo.
[684]. Diploma greco-arabico, nel Tabularium della Cappella Palatina di Palermo, pag. 29.