Ex scripturis existentibus in Archivio Sanctissimæ Collegiata Capitularis Insignis Matris Ecclesia Sancti Patris Nicolai, Præcipui et Principalis Patroni hujus Urbis Nicosiæ, extracta est præsens copia — Collatione salva.

Notarius Dominus Petrus Franciscus Paulus de Gugliotta Archivarius.

[692]. Si veggano gli articoli di cotesta antica compilazione di diritto, citati da Hegel, Storia della Costituzione de’ Municipii italiani, Appendice pag. 419 segg. della traduzione italiana.

[693]. Nelle Memorie della R. Accademia delle Scienze in Torino, 2ª serie vol. XIII, pagg. 32, 50, 57, 99.

[694]. Ducange, Glossario latino, ultima edizione, alla voce Boni homines.

[695]. Considerazioni, lib. II, cap. vij, pag. 182, 183.

[696]. Ducange, Glossario latino alla voce Magister, e Glossario greco, alla voce Μαγίστερ. Nella lunghissima lista, che prende sedici colonne dell’ultima edizione del glossario latino, una sola fiata questo vocabolo pare scambiato con major nei magistri communiae o magistri civium; ma l’esempio è posteriore al XII secolo.

[697]. Si vegga la citazione che abbiamo fatta in questo medesimo libro cap. viij, pag. 219.

[698]. Oltre il supposto del Gregorio, così pensa anco l’Hartwig, Codex Juris municipalis Siciliae, Parte I, Cassel, 1865, pagg. 40, 41. Al ragionamento del dotto giureconsulto alemanno io oppongo che i majores civium di Messina nel XII secolo e que’ di Palermo in tempo indeterminato, ch’egli cita, i quali tornano secondo me al XIV secolo, significano evidentemente i rappresentanti del municipio, Buoni uomini, Anziani, o comunque si chiamassero nelle due città primarie dell’isola, non già i capi del mnnicipio, sindaci o giurati. Perciò gli ufizi non sono meno diversi l’un dall’altro che i significati de’ due titoli.

[699]. De’ due documenti citati dal Gregorio, de’ quali ho avuta testè la copia per favore del dotto mio amico Isidoro La Lumia, quel di Collesano non offre se non che una soscrizione in mezzo a molte altre di testimonii, dalla quale si può argomentare solamente che il maestro di borghesi fosse ammesso nelle grandi solennità a corte del feudatario di Collesano. L’altro è la sentenza della quale abbiamo fatta menzione testè a pag. 285. Da cotesto atto si ritrae che Ruggiero, maestro della Borghesia di Traina, e Meles figlio del maestro dei Borghesi, erano stati chiamati come assessori in un giudizio di confini, con molti altri anziani di quella città ed anziani e Buoni uomini di altre terre vicine. Ma questo Ruggiero è nominato dopo tre persone, il Cantore cioè del Capitolo, un Canonico ed un Roberto Galabeta. Non sembra egli dunque il capo del municipio. Il figlio è soscritto dopo altre sei persone.