[700]. Nel diploma dianzi citato è soscritto, dopo Adelicia nipote di re Ruggiero, il figliuolo di lei Adamo Avenel.
[701]. Nel diploma del 1142 citato dianzi, abbiamo i seguenti nomi degli Anziani di Traina, ch’io divido secondo che mi sembra la loro nazione: francesi signor Josfré (Jeoffroi) cantore (della cattedrale), signor Renò (Reinault?) canonico; italici Guglielmo Maleditto, Giovanni Longobardo, il monaco Filadelfo Oca; greci Roberto Galabeta, Riccardo Gambro, Giovanni Catrobarba, Notaio Leone Cutzaniti, Meles, figlio del maestro de’ Borghesi e altri. I francesi, come si vede anco da altri diplomi, richiedeano sempre il titolo di sieur, κύριος. Il maestro della borghesia avea per nome Ruggiero.
[702]. Dati del 1421 e pubblicati da Orlando, Un Codice di Leggi e Diplomi Siciliani, Palermo, 1857, in-8, pag. 139 segg.
[703]. Diplomi del 1340 e 1392, presso Pirro, Sicilia Sacra, pagg. 410, 849.
[704]. Diploma inedito del Regio Archivio di Palermo, dato il 1140, scritto in lingua arabica con caratteri ebraici.
[705]. Si vegga il passo di questo scrittore, nel presente nostro libro V, cap. iv, pag. 130 del volume.
[706]. Si veggano le citazioni qui sopra a pag. 284 a 286.
[707]. Quantunque cotesta mi sembri l’origine più probabile de’ geronti di Sicilia, non debbo tacere che i Boni homines della Terraferma italiana fossero anco detti nel medio evo Seniores civitatis. Veggasi la Lex romana del manoscritto di Udine citata poc’anzi a pag. 288, nota 1. Ma quella voce di origine romana non occorre sovente nella schiatta greca, se non che nella Sicilia del Medio evo.
[708]. Qui sopra a pag. 286, 287.
[709]. A buon diritto il La Lumia, Storia della Sicilia sotto Guglielmo il Buono, pag. 200, ha notati questi giurati di Nicosia del 1204, come ufiziali proprii del municipio. Ma parmi ch’egli erri ammettendo un «Capo municipale» di Centuripe su la fede della versione d’un diploma greco del 1183, presso Spata, Pergamene, pag. 293, dove ἐξουσιαστῆς è reso podestà. Potestà etimologicamente sta bene, ma non ha che fare col magistrato delle repubbliche italiane così chiamato, e probabilmente non accenna ad altro che al bajulo.