Il citato diploma del 1172 si legge presso il Gregorio, Considerazioni, lib. II, cap. ij, nota 32.
[710]. Diploma del 1168, citato di sopra, presso Spata, Pergamene, pag. 438, 439.
[711]. Malaterra, lib. IV, cap. xvj.
[712]. Diploma latino del 1168, presso Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. iv, nota 4; diploma latino del 1133, op. cit., lib. I, cap. v, nota 4; diploma latino del 1145 presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 800.
[713]. Si vegga il capitolo precedente, pag. 223, nota 5.
[714]. Diploma del 1197, presso Aprile, Cronologia universale della Sicilia, pag. 109. A pag. 111 è un diploma analogo di Federigo, dato il 1210.
[715]. Su i privilegi e consuetudini di Palermo e Messina, mi riferisco ai citati lavori del La Lumia, pag. 199, segg. e dell’Hartwig, op. cit. Di que’ di Catania abbiam fatta menzione poc’anzi.
[716]. Ho detto de’ quartieri di Palermo nel cap. iv del presente libro, pag. 118 del volume, e in altri luoghi quivi citati. Si vegga anco per l’Halka il cap. v, pag. 137. Il quartiere detto ne’ diplomi latini Seralcadi, risponde a quello chiamato degli Schiavoni nel X secolo.
[717]. Si vegga il cap. I, del presente libro, pag. 55, 56. La poca popolazione spiega il detto dell’Anonimo presso Caruso, Bibl. Sic., pag. 837, che Roberto, presa la città, ordinolla a suo piacimento; se pur quel verbo non si riferisce al sistema di difesa, più che al governo civile.
[718]. Ciò ha notato con molta sagacità l’Hartwig, Codex Juris munic. Siciliæ, pag. 14, e certissima io tengo la importanza della città verso la metà del XII secolo; non così al 1060, come par che supponga il signor Hartwig. Non occorre aggiugnere ch’io consento appieno con lui sul valore dei diplomi messinesi del XII secolo.